Caos giustizia, sondaggio: la metà degli italiani non si fida più della magistratura

martedì 4 Maggio 15:53 - di Redazione
sondaggio

Prima Palamara ora Amara, la rima baciata non porta bene alle toghe. E davvero non occorreva un sondaggio per capire che il sentiment dei cittadini verso l’ordine giudiziario, solo ieri applaudissimo, è decisamente in picchiata. A non avere più fiducia nella magistratura è addirittura un italiano su due. Questo, almeno, è quanto emerge da un sondaggio realizzato il 3 maggio scorso da Emg-Different per Adnkronos. Nel dettaglio, alla domanda «lei ha fiducia nella magistratura italiana in questo preciso momento storico?», il 50 per cento degli intervistati ha risposto «no», il 39 ha risposto «sì», mentre l’11 per cento ha preferito non rispondere.

Il sondaggio commissionato da Adnkronos

Restringendo il campo del sondaggio a coloro che hanno detto di non avere fiducia nella magistratura, tra le donne la percentuale si attesta al 51 per cento, tra gli uomini al 50. Gli over 55 sono i più scettici (56 per cento), seguiti a ruota dagli italiani tra i 35 e i 54 anni (54), mentre nella fascia 18-34 i delusi si attestano al 36 per cento. Nord Ovest e Sud in testa per sfiducia (rispettivamente 58 e 57 per cento), seguiti da Nord Est (44), Centro (43) e Isole (42).

Le ombre di Amara e Palamara

È di tutta evidenza che a condizionare le risposte contribuiscono soprattutto le vicende degli ultimi tempi. Non per caso, il sondaggio restringe la risposta al «preciso momento storico» come se ci fosse un “prima” e un “dopo“. Ed in effetti è così. Ieri le rivelazioni di Palamara, oggi i verbali degli interrogatori dell’avvocato Amara, consulente esterno dell’Eni, stanno facendo traballare i palazzi della magistratura. Soprattutto, quello dei Marescialli dove ha sede il Csm, l’organo di autogoverno delle toghe. E questo, sul fronte politico, spiega l’arrocco di Pd e M5S nei confronti della commissione parlamentare d’inchiesta che faccia luce sull’uso politico della giustizia proposta dal centrodestra. Ma è esattamente da lì che bisogna cominciare se davvero si vuole liberare la magistratura da dubbi e da sospetti.

 

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