Mottarone, mistero sulla fune spezzata: non ci sono anomalie ed era stata controllata più volte

venerdì 28 Maggio 8:40 - di Mia Fenice
Mottarone

Il consulente incaricato dalla procura di Verbania ha visionato la fune spezzata per cercare di dare una spiegazione alla tragedia della funivia di Mottarone dove hanno perso le vita 14 persone. La fune trainante è l’innesco del disastro e da quell’elemento, poco più grande del tappo di una bottiglia d’acqua.

Mottarone, il consulente visiona la fune spezzata

Ieri pomeriggio, accompagnato dai carabinieri e personale esperto in soccorso alpino, il docente di meccanica aerospaziale Giorgio Chiandussi del Politecnico di Torino ha visionato l’intero impianto della funivia Stresa-Mottarone soffermandosi, per l’appunto, in particolare sulla fune che sarà al centro dell’accertamento che chiederà la procura di Verbania. Il cavo tranciato non sembrerebbe presentare anomalie di facile individuazione, non si esclude che verranno presi contatti con il produttore per percorrere ogni strada verso la verità. I controlli di manutenzione risultano in regola e non si sarebbero mai riscontrati problemi in precedenza.

Cercare la risposta al disastro

Eppure la fune su cui era attaccata la cabina numero 3 che presentava il blocco dei freni si è spezzata e ora è avvolta dal nastro bianco e rosso che delimita l’area sotto sequestro. Proprio il cosiddetto “forchettone”, la ganascia che blocca i freni di emergenza, è stata coperta con un grande telo su indicazione del consulente. E tra quegli elementi meccanici, rimasti più o meno integri dopo l’impatto al suolo da circa venti metri, che si dovrà trovare la risposta al disastro.

Domani le udienze di convalida

Domani mattina, a partire dalle 9, si terranno le udienze di convalida davanti al gip di Verbania che dovrà esprimersi sul fermo emesso dalla procura nei confronti di Luigi Nerini gestore dell’impianto della funivia, Gabriele Tadini caposervizio responsabile dell’impianto ed Enrico Perocchio direttore di esercizio accusati di omicidio colposo plurimo, lesioni gravissime e omissioni di cautele.

Il legale di Perocchio: «Nessuna fuga, è andato lui in caserma»

E sulla richiesta di convalida del fermo è intervenuto l’avvocato Andrea Da Prato, difensore di Enrico Perocchio. «Ma quale pericolo di fuga – ha detto all’Adnkronos – il mio assistito vive in provincia di Biella e martedì sera ha preso l’auto, ha percorso circa 90 chilometri ed è andato dai carabinieri a Stresa». «Non ci sono i presupposti per la convalida del fermo» che secondo la norma richiede il concreto pericolo di fuga. «Fermarlo di notte sapendo che ha un legale di fiducia toscano mi sembra una bella brutalità», ha concluso.

La Leitner si costituirà parte civile

Leitner si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario sulla tragedia accaduta domenica sulla funivia Stresa-Mottarone e gli eventuali risarcimenti saranno devoluti alle famiglie delle vittime. Lo annuncia una nota dell’azienda.

«La manomissione degli impianti di sicurezza che ha portato alla tragica morte di 14 persone – ha commentato Anton Seeber, presidente di Leitner – è un atto gravissimo. L’utilizzo dei cosiddetti forchettoni è espressamente vietato con persone a bordo. Da oltre 75 anni impianti a fune prodotti dalla nostra società – ha continuato Seeber – trasportano ogni giorno milioni di persone in tutto il mondo: la sicurezza è sempre stata al primo posto in ogni nostra attività, una prassi che ha consolidato il trasporto a fune come tra i mezzi di trasporto più sicuri».

«Per tutelare l’immagine dell’azienda, dei suoi collaboratori e di tutto il settore abbiamo perciò deciso che ci costituiremo parte civile nel procedimento contro i responsabili che verranno individuati dalla magistratura. Eventuali risarcimenti verranno devoluti alle famiglie delle vittime di questa tragedia», ha aggiunto Seeber.

Mottarone, il sindaco di Stresa: «Il Comune è parte lesa»

«Non escludo querele contro i giornalisti e i leoni da tastiera che insinuano che tutti i cittadini sapevano. Stresa è una città in ginocchio che va aiutata, noi abbiamo messo a disposizione le nostre strutture a favore dei familiari delle vittime, io sono andata all’ospedale di Torino per conoscere le condizioni dell’unico piccolo sopravvissuto. Domenica ero tra quelle lamiere, io e tutti noi portiamo i nostri figli sulla funivia e non alla roulette russa». Intervistata dall’Adnkronos il sindaco di Stresa, Marcella Severino non trattiene la rabbia verso chi insinua che tutti sapevano. Di fronte alla tragedia del Mottarone che conta 14 vittime «è doveroso costituirsi parte civile contro chi è responsabile perché il danno di immagine per Stresa è incalcolabile» conclude il sindaco Severino.

 

 

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