Migranti, Giovannini: «Mai porti chiusi». Meloni: «Occupati dei bus, lì corre il Covid»

giovedì 13 Maggio 20:43 - di Redazione
Giovannini

I migranti sbarcano, Lampedusa si affolla, l’Europa nicchia, il governo sta a guardare. Peggio: attraverso il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini diffonde sul tema sbarchi le stesse note degli esecutivi del passato. «Bisogna salvare le persone e metterle in sicurezza dal punto di vista sanitario. Non ci sarà spazio per dinieghi agli sbarchi», ha infatti detto in un’intervista alla Stampa di Torino, ripresa dal Giornale. Sulla prima parte nessuno sostiene il contrario. Sui dinieghi c’è di che discutere. Il problema è che occorrerebbe più energia con la Ue. Esattamente quel che al ministro ha ricordato Giorgia Meloni invitandolo ad occuparsi dei trasporti.

Così Giovannini alla Stampa

«Che non sono quelli di immigrati dalla Libia all’Italia, ma quelli dei pendolari stipati ogni giorno in centinaia», ha puntualizzato la leader di FdI dagli studi di Dritto e rovescio, in onda stasera su Rete 4. A suo giudizio, bus e treni stipati sono i migliori alleati del contagio. È così, ha accusato, che «corre il Covid da un anno e mezzo senza che nessuno faccia niente». «Credo – ha aggiunto – che questa dovrebbe essere la priorità di Giovannini». Quanto agli ultimi sbarchi, la Meloni non ha mancato di bollare come «irragionevole» la situazione di disparità in danno dei cittadini costretti dai divieti a stare in casa.

La leader di FdI: «Italiani in casa e clandestini in libertà»

«Non si capisce perché mentre si dice agli italiani che non possono uscire, poi consentiamo il travaso di decine di migliaia di persone da un continente a un altro. Se siamo in guerra o in emergenza e si può fermare tutto, si può fermare – ha concluso – anche l’immigrazione clandestina». Sarebbe senz’altro un ottimo argomento da calare nella trattativa con Bruxelles sul ricollocamento dei migranti. Invece Giovannini propina ancora i pannicelli caldi a base di “cabine di regia” e di immaginarie decisioni collegiali frutto di una non meglio precisata «azione diplomatica». Il solito bla bla senza costrutto.

 

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