Meloni a Draghi: «Propongo un incontro periodico con FdI. Sulle priorità della nazione»

venerdì 14 Maggio 16:40 - di Redazione

Delusa dal mancato cambio di passo del governo Draghi, ma non rassegnata. Giorgia Meloni, in un’intervista esclusiva all’Adnkronos, lancia un appello diretto al premier. Un po’ ‘distratto’ sulle istanze di Fratelli d’Italia. A cominciare dalle misure anti-covid, aperture e coprifuoco, passando per il recovery plan e l’emergenza immigrazione.

Meloni propone a Draghi un tavolo periodico con Fratelli d’Italia

“Voglio proporre al presidente del Consiglio Mario Draghi di avere un incontro periodico con l’opposizione. Con Fratelli d’Italia, nel quale poter insieme ragionare sulle priorità della nazione. Nel rispetto delle nostre reciproche posizioni”. Una  tavolo dove dialogare, insomma. E far sentire la voce dell’unica opposizione al governissimo guidato dall’ex numero uno della Bce. “Un’opposizione responsabile e patriottica”, sottolinea la leader di FdI. “Che pone una serie di questioni, anche di interlocuzione con il premier Mario Draghi”. Con il successore di Conte – ricorda la Meloni – abbiamo avuto diversi incontri, “Ci siamo scritti delle lettere per segnalare dei problemi. Sicuramente c’è attenzione al ruolo dell’opposizione. Necessaria a maggiore ragione in un quadro così particolare, dove la maggioranza copre la gran parte dell’arco parlamentare.

“Siamo un’opposizione patriottica. Vale la pena confrontarsi”

“Noi siamo una opposizione che guarda all’interesse del paese”, sottolinea. La richiesta di un faccia a faccia calendarizzato con Fratelli d’Italia non nasce per strappare qualche sì. “Draghi spera di fare bene nell’interesse della nazione. Vale la pena, soprattutto quando non ci sono cose da chiedere, che maggioranza e opposizione si parlino, per confrontarsi sulle principali necessità della nazione”.

Sulle riaperture il premier è stato deludente

Poi entra nel merito dei temi caldi dell’agenda politica. Sulle riaperture il premier è stato deludente, ammette. “La sua è stata una politica più ‘chiusurista’ di quella di Conte”, dice parlando delle decisioni attese lunedì. “Conte lo scorso anno dopo il lockdown aveva riaperto tutte le attività senza coprifuoco, all’esterno e all’interno, il 18 di maggio. Qui invece stiamo ancora parlando se tenere il coprifuoco alle 22 o alle 23, e siamo al 17 di maggio”. E ribadisce le posizioni di Fratelli d’Italia, contenute in una mozione che ieri il Senato ha respinto.

Il coprifuoco è una misura illegittima

Penso che il coprifuoco sia una misura illegittima. Penso che un governo di una nazione democratica non abbia tra le sue facoltà quella di decidere quando la gente esce di casa”. Quello della libertà personale resta un paletto invalicabile. Fratelli d’Italia chiede “la riapertura di tutte le attività. Con protocolli di comportamento dei quali il governo deve assumersi responsabilità. Nessun coprifuoco, nessuna limitazione della libertà delle persone”. La Meloni ribadisce l’impegno di FdI nel coinvolgere il Parlamento. Che finora ha risposto picche. “Ricordo che la nostra è una repubblica parlamentare. Che non si può difendere solo quando serve a fare gli inciuci. Se in Parlamento, come dicono tutti, la stragrande maggioranza è favorevole ad abolire il coprifuoco. Riaprire le attività e consentire le cerimonie, allora votino con Fratelli d’Italia”.

Quindi rivendica la scelta di restare fuori dal governo Draghi. E prende le distanze dalla definizione di “centrodestra di governo” coniata da Lega e Forza Italia. “Io penso che ‘il centrodestra di governo’, sia quello che governa con i partiti di centrodestra. Non con la sinistra, quindi il centrodestra di governo, per come lo intendo io, deve ancora arrivare”. Arriverà, se gli italiani lo vorranno, quando in Italia tornerà la democrazia”.

Immigrazione, dove sta la politica umana del governo?

Anche sul tema dell’immigrazione non fa sconti, commentando le parole di Draghi che ha parlato della necessità di una politica ‘equilibrata, efficace e umana’. “Non è una politica ‘umana’ quella di far fare i miliardi alla mafia degli scafisti. Che sono gli schiavisti del terzo millennio. Facendo arrivare in Italia e in Europa persone che nella stragrande maggioranza dei casi non scappano dalla guerra”. La politica che l’Italia sta facendo da anni è una politica assolutamente ingiusta – accusa la leader di Fdi – di prevaricazione. “Dove vince chi ha i soldi per pagare gli scafisti, e questo non mi sembra umano. Una politica umana è una politica giusta. La nostra proposta è quella di una missione europea per trattare con la Libia. Ottenere un blocco navale al largo delle coste libiche in accordo con le autorità locali. Aprire in Africa gli hot-spot. Valutare in Africa, con la comunità internazionale, chi abbia diritto a venire, secondo le norme del diritto internazionale. Quindi chi ha status di rifugiato e lasciare che gli altri non partano”.

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