Media digitali, FdI: subito il riordino del Testo unico per impedire la colonizzazione straniera

giovedì 13 Maggio 15:09 - di Redazione

Il riordino del testo unico dei servizi audiovisivi e radiofonici non può più aspettare. Di fronte alla rivoluzione dei mercati. Per la presenza crescente di piattaforme multinazionali. Parte oggi in Aula l’iter della mozione a prima firma Giorgia Meloni. Che chiede al governo di adottare con “urgenza le iniziative legislative per evitare un vuoto normativo. Su un principio cardine della democrazia. Che è quello del pluralismo delle fonti di informazione“.

Servizi audiovisivi e radiofonici, la mozione a prima firma Meloni

Nel documento si chiede di “porre in essere tutte le iniziative legislative volte a scongiurare il rischio di colonizzazione culturale straniera. E di marginalizzazione della produzione identitaria nazionale”. L’intento – spiega Federico Mollicone illustrando la mozione – è quello di ad accelerare, come da delega al governo, il riordino del Testo unico. Con l’emanazione di un nuovo Testo unico dei servizi di media digitali. Da adottare  previo parere delle competenti Commissioni parlamentari”.

Fratelli d’Italia: subito il riordino del Testo unico

Il responsabile Innovazione di Fratelli d’Italia sottolinea l’urgenza dell’intervento del legislatore. “Considerato che in un futuro prossimo i principali soggettiel settore media e tlc avranno l’occasione di concorrere a scelte strategiche. Che avranno un sicuro impatto sull’evoluzione tecnologica”.

Copyright, gli editori vanno tutelati

Nel  decreto legislativo che recepisce la direttiva Copyright occorre specificare che gli editori debbano essere tutelati. Prevedendo- continua Mollicone –  un meccanismo di negoziazione obbligatoria tra le parti interessate. Che individui una quota adeguata di proventi che gli editori devono percepire.  E che, in caso di mancato accordo, intervenga l’Autorità di settore. Per definire le condizioni, anche economiche, della utilizzazione dei contenuti da parte delle piattaforme digitali”.

Sono in gioco la libertà di espressione, la creatività e i posti di lavoro

Un’iniziativa che conferma l’impegno costante del partito di Giorgia Meloni a tutela del pluralismo dell’informazione. “L’editoria,  radiofonica, televisiva e digitale, in Italia raggiunge ogni mese il 75% della popolazione. Una platea di circa 40 milioni di persone. Gli  investimenti pubblicitari globali si spostano dai media tradizionali alle piattaforme online”. Una fotografia che impone di affrontare la tematica in modo strutturale. Sono in gioco la salvaguardia della libertà d’espressione. La creatività e  i posti di lavoro. “Colmare le lacune legislative è importante anche per la principale azienda culturale, la Rai”, conclude Mollicone. ” Ne va della democrazia e dello sviluppo della Nazione. Dal sottosegretario Ascani sappiamo, su nostra sollecitazione nel corso dell’istruzione, che il Mise sta lavorando alla riforma del Testo unico della radiotelevisione. E alla regolamentazione delle piattaforme. Ne va della sovranità digitale”.

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