L’ultimo scempio della sinistra: per il deputato Pd il ricordo della marocchinate è una “sceneggiata razzista”

mercoledì 19 Maggio 11:50 - di Ginevra Sorrentino
marocchinate e sinistra

Ci risiamo: anche la celebrazione di Potenza Picena, organizzata dall’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate. E a cui un gruppo di cittadini ha deciso di aderire unitamente all’Assessore alla Cultura Tommaso Ruffini, finisce nel mirino delle polemiche della sinistra. Cosa non si farebbe pur di rinnegare la storia: pur di inginocchiarsi al politically correct e invocare i dogmi dell’antifà militante, ancora oggi c’è chi arriva a profanare il ricordo e la sua celebrazione. Distorcendo il racconto del passato e offendendo il sacrificio delle sue vittime. Un tema tragico, quello delle marocchinate che, ancora una volta, vede furoreggiare la sinistra revisionista fuori luogo e a tutti i costi.

Marocchinate, da sinistra l’ultimo scempio polemico investe la celebrazione di Potenza Picena

E così, ancora ieri, la commemorazione della giornata dedicata alle vittime delle marocchinate, organizzata a Potenza Picena, in provincia di Macerata, diventa occasione di polemica propagandistica. Lo spunto per consumare l’ultimo scempio a quella che dovrebbe essere una pagina di memoria condivisa, riconosciuta dalla storia. E che, al capitolo sulla mattanza compiuta dai goumier marocchini, annovera racconti e ricordi che grondano ancora sangue. Già, perché proprio mentre dal centrodestra e da tempo ormai, si chiede a viva voce l’istituzione di una giornata per le vittime delle Marocchinate unanimemente condivisa.

Marocchinate, commemorazioni e tributi in tutta Italia. L’omaggio di Massimo Ruspandini (Fdi)

Con il senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini, che nel giorno della ricorrenza individuato dall’associazione nazionale, ha voluto «rendere omaggio alle vittime delle Marocchinate davanti la chiesa di San Luigi dei Francesi. All’interno della quale, alcune lapidi ricordano ed omaggiano Alfonsine Juin: il generale francese che guidò i goumiers (marocchini, algerini, senegalesi) allo sfondamento della linea Gustav. E che, promettendo loro impunità per 50 ore, autorizzò di fatto una delle pagine più infami e drammatiche della storia di alcuni territori in particolare del basso Lazio»…

Marocchinate, la polemica di un deputato del Pd

In quei frangenti, insomma, a latere di commemorazioni e tributi realizzati a macchia di leopardo in tutto il Paese, succede anche che la manifestazione di Potenza Picena, organizzata dall’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate. E a cui un gruppo di cittadini ha deciso di aderire unitamente all’Assessore alla Cultura Tommaso Ruffini, scateni il furore polemico della sinistra. Stavolta incentrato su una questione filologica. E così, i buonisti dem a corrente alternata, si ritrovano alle prese con l’ennesima controversia sul tema. Una diatriba strumentale che ha costretto il presidente dell’associazione nazionale vittime delle marocchinate (Anvm), Emiliano Ciotti a intervenire ancora una volta. In questo caso per rispondere al deputato del Pd Mario Morgoni che ha bollato l’evento svoltosi a Potenza Picena come «sceneggiata propagandistica di stampo razzista».

La replica di Emiliano Ciotti, presidente dell’Anvm

E allora, con l’intervento del presidente Ciotti, l’Associazione nazionale vittime delle marocchinate (Anvm) replica all’esponente dem. E dichiara: «Rassicuriamo il deputato del Pd. La manifestazione è andata benissimo e ha riscosso l’apprezzamento di tante amministrazioni comunali e cittadini». E ancora: «Ringraziamo l’amministrazione di Potenza Picena, una delle sessanta città che hanno partecipato alla prima edizione di questa manifestazione patriottica, che vuole ricordare le vittime delle violenze di ogni tipo, passate alla storia con il termine “marocchinate”. Un termine che può non piacere, ma non lo abbiamo inventato noi ed è di uso comune da oltre 70 anni in film, libri, articoli di giornale e tra la gente», prosegue Ciotti.

Una tragedia nazionale per anni tenuta sotto silenzio

«Le violenze dei magrebini francesi sono una tragedia nazionale che è stata tenuta per troppi anni sotto silenzio. Deporre un fiore e un drappo tricolore a un monumento o in luogo significativo di una città, non ci sembra sia una manifestazione di stampo razzista. Lanciamo un appello al deputato del Pd – conclude Ciotti – difenda chi 77 anni fa ha subito stupri e violenze di ogni tipo e sostenga la proposta di legge per istituire ufficialmente la Giornata in memoria delle Vittime delle Marocchinate».

Marocchinate, il diritto a una memoria nazionale condivisa

In memoria di una pagina efferata della nostra storia che, in quel capitolo di dolore e sangue della Seconda guerra mondiale, annovera crimini indicibili. Compiuti dai goumier marocchini. Autori di una violenza fisica di massa. Di una carneficina inferta a suon di stupri, inflitti a svariate migliaia di individui di ambo i sessi e di tutte le età, ma in prevalenza donne. Violenze contro i civili italiani che iniziarono con lo sbarco in Sicilia nel luglio 1943. Proseguirono in Campania. Nelle province laziali di Frosinone, Latina, Roma e Viterbo. In Toscana, nel Senese e nel Grossetano e sull’isola d’Elba. Per terminare alle porte di Firenze a fine luglio 1944. Un capitolo della nostra storia che annovera il sacrificio di un Paese intero e che avrebbe diritto al riconoscimento di una celebrazione nazionale.

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