L’Ue ci vuole annacquare il vino: togliere alcol e aggiungere acqua. L’ultima follia

venerdì 7 Maggio 10:30 - di Adriana De Conto
Vino Ue

Sul tasso alcolico del vino, l’Europa che non ci piace ha in mente una nuova follia. A Bruxelles stanno infatti  per approvare un regolamento con cui si dovrebbe  aggiungere acqua nel vino: la Coldiretti si è scagliata anima a corpo  contro la proposta indecente che omaggia le lobby salutiste e i paesi frugali del NordEuropa : “Questa è l’ultima trovata di Bruxelles per il settore enologico già sotto attacco con la proposta di introdurre etichette allarmistiche per scoraggiarne il consumo”. L’Associazione ha svelato i contenuti del “documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri Ue in cui viene affrontata la pratica della dealcolazione parziale e totale dei vini”.

L’Ue alla follia: ora mette il naso nel calice di vino

“La proposta prevede di autorizzare nell’ambito delle pratiche enologiche l’eliminazione totale o parziale dell’alcol – si legge ancora nella nota – con la possibilità di aggiungere acqua anche nei vini a denominazione di origine”. Un’operazione del genere rischierebbe solo di compromettere la qualità del prodotto: così verrebbe permesso di chiamare vino un prodotto che vino non è;  compromettendo tutte le caratteristiche di naturalità; per effetto di un trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell’uva in mosto. E quindi in vino. Un inganno legalizzato per i consumatori che si ritrovano a pagare l’acqua come il vino“.

Ue, vino annacquato, omaggio al Nord Europa

Scendendo nel particolare, la proposta farebbe “violenza” soprattutto all’identità del vino italiano e europeo:  “anche perché la definizione ‘naturale’ e legale del vino vigente in Europa prevede il divieto di aggiungere acqua”, ha spiegato il presidente dell’Associazione Ettore Prandini. L’obiettivo, insomma, è quello di tutelare l’export agroalimentare nazionale che – come sottolinea TgCom24 – complessivamente sviluppa un fatturato di oltre 11 miliardi in Italia e all’estero.

“Cancellare il vino per cancellare un’identità”

Non se ne può più di un’Europa che ha già dichiarato guerra al made in Italy imponendo l’etichettatura sui nostri “must” – salumi, formaggi doc-  perché farebbero male, attraverso il meccanismo del Nutriscore. Contro cui tanto si sta battendo Fratelli d’Italia. Ora pretende di mettere il naso nel nostro calice di vino.  Il vino è molto più del vino. Ne dà una bella definizione Renato Farina su Libero. “Quello che si vuole aggiungere al nettare di Bacco, ambrosia degli dei, non è solo l’acqua: ma attraverso l’inoculazione di H20 l’ideologia globalista omologatrice, con lo strapparci dall’anima qualsiasi sentore di tradizione, di identità, di individualità”.

Ue, vino: scontro tra Paesi “frugali” e Paesi meditarranei

Si tratta di un vecchio progetto, quello di annacquarci il vino, abortito in passato. Lo proposero gli  Stati Uniti nel 2005. “Allora l’Europa si oppose al grido di «non saremo schiavi della Coca cola». Ora è Bruxelles che procede in questa direzione che chiamano verde, ma è nemica del Verdicchio e del Verduzzo trasformandoli in Verdastri”. Ovviamente ci sono multinazionali pronte a rifilare all’umanità prodotti amorfi, ibridi, senza identità. Questo lo scenario – scrive Farina- . Le mega industrie enologiche potranno così – se si afferma il progetto – comprare piantare, a migliaia di ettari, vigneti in territori asiatici aggiungere acqua al mosto e chiamarlo tranquillamente vino, con un po’ magari di spremuta di ribes. Ma certo: il vino al ribes, alla zucca, alla curcuma. Potranno chiamarlo così. Vino d’uva dealcolizzato (…). Tir di Pinot Nero, Chianti, Nero d’Avola, Marsala, aggiungeranno acqua a catinelle e potranno reclamizzarlo come super vini italiani modernizzati.  Secondo i canoni approvati e consigliati dai nutrizionisti e da Greta Thunberg”. Che sfacelo.

La “cancel culture” a tavola

Sì, il quadro è desolante. Il vino taroccato sarebbe un omaggio ai Paesi del Nord Europa con il pallino del salutismo. Qui – leggiamo-  “l’Ue autorizza ad aggiungere zucchero per dare forza a prodotti fini ma esanimi”. Alla fine della fiera si tratta “di  un assalto ai Paesi mediterranei, Francia, Spagna, Portogallo, ma soprattuttissimo Italia. Lo scempio- ci scusiamo della mescolanza di argomenti diversi- non è che l’aspetto enologico di una graduale “cancellazione” di culture millenarie – perché il vino è cultura-: di tradizioni culturali che hanno fondato il senso di humanitas e pietas, come i classici latini e greci -da Iliade e Odissea a Cicerone – da molte scuole e non solo americane. Il politicamente corretto ora arriva anche a tavola. “Toglietegli il vino”….sarebbe il caso di dire

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