La Viola si schiera con Letta e con il ddl Zan, poi confessa: “Quante stupidaggini abbiamo detto sul Covid”

lunedì 24 Maggio 9:33 - di Monica Pucci

Avete detto molte scemenze sul Covid? “Scemenze non so. Forse stupidaggini. Eravamo di fronte a una cosa totalmente nuova e qualche volta ci siamo lasciati andare alle interpretazioni invece di basarci sui fatti. Abbiamo sentito alcune cose pericolose. Ricordo quando c’era chi parlava di semplice influenza e quando questa estate c’era chi giurava che il virus fosse morto”.
Fa autocritica su se stessa e sui colleghi, virologi, immunologi, primari, infettivologi, star tv. Ma Antonella Viola, la più presente sul piccolo schermo da quando è scoppiata la pandemia, un po’ si bacchetta un po’ si vanta, ora che anche lei ha ceduto alla tentazione del libro “postumo” sul Covid. In una lunga intervista allo “Specchio“, sulla “Stampa“, oltre a parlare del ruolo della scienza nella gestione della comunicazione sulla pandemia, si lancia alla grande nell’agone politico, strizzando l’occhio al Pd, a Draghi, ai sostenitori del ddl Zan.

Antonella Viola e il ruolo della scienza sul Covid

Sulle rivalità tra esperti di Covid la Viola tiene un profilo basso. “Parlare di vaccini è stato un bene, abbiamo attirato l’attenzione di tante persone sulla scienza e sulla ricerca. Ovvio che lo scontro non è mai piacevole. Diciamo che quello che può succedere nei nostri convegni stavolta si è visto in tv”. Poi la prof parla della sua bellezza, dell’orgoglio dei figli, della popolarità che non le dispiace: “Siamo volubili, si sa, dunque tutti a dire: hai visto che meraviglia, la Viola? Sono comparse schiere di uomini e donne imploranti, come se un meteorite stesse per cadere sulle loro teste e solo lei fosse in grado di salvarci. Lei. Ma chi è, lei?”. Poi l’immunologa dell’università di Padova ricorda la lite con Briatore, che l’aveva accusata di parlare a sproposito sulle chiusure dei locali notturni. “Disse che io non avevo mai lavorato per mantenere posti di lavoro di altri, ma non è vero….”.

La scesa in campo sul ddl Zan e sul Pd

Quando si passa alla parte politica dell’intervista, Antonella Viola è un fiume in piena. Si dichiara stupita dalle polemiche sul ddl Zan – “Mi stupisce, sembra banale e scontata l’idea dell’approvazione, nn capisco che cosa si stia aspettando” – e si schiera in difesa della famiglia aperta: “Io ho una famiglia molto tradizionale e una cosa la so per certo: una famiglia è caratterizzata dall’armonia e dall’amore che ci sono in casa. Il resto sono solo posizioni rigide, in genere di persone di una certa età”. E aggiunge: “Mi piace la politica ma non è il mio mestiere, io faccio lo scienziato. Draghi? Se mi chiamasse a fare il ministro della Salute andrei subito. Draghi o Conte? Difficile…”. “A me Conte non dispiaceva. Si è impegnata tanto ed era forse più vicino alla gente di Draghi, che ha grande esperienza e curriculum, ma forse è un po’ distante dalla vita reale. Sì, sono progressista, sono curiosa di vedere che cosa farà, è una persona interessante”.

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