La previsione di Bersani: “Se continuiamo così, la Meloni va a Palazzo Chigi e Salvini al Viminale”

venerdì 14 Maggio 19:13 - di Leo Malaspina

Dietro l’angolo, c’è il governo di centrodestra. Se n’è convinto anche Pierluigi Bersani, che parla a un generica sinistra politica che non si sa bene dove inizi e dove finisca. “Se qualcuno pensa di potersi barcamenare stando un po’ a destra e sinistra, lo fermo subito e gli dico che questa cosa non si può fare. Con questa linea noi avremo Giorgia Meloni a palazzo Chigi e Salvini tornerà al Viminale. Noi dobbiamo agire, non per paura della destra, ma perché siamo convinti che nella società e tra i cittadini c’è la necessità e lo spazio per la sinistra”. L’autocritica di Bersani, in apertura dell’assemblea di Articolo 1, è durissima.

Bersani e Articolo 1, che non è ancora un partito

La delusione del leader per i numeri marginali è evidente. “Bisogna riconoscere che c’è uno scarto tra l’ambizione della nostra proposta politica – ha aggiunto Bersani – e il risultato politico e organizzativo. Alla nascita di Articolo 1 auspicavamo qualcosa di diverso, di più ampio, ma all’inizio abbiamo predisposto più un apparato di idee piuttosto che un’organizzazione. Ora vengono invocate delle misure organizzative, per assomigliare di più a un partito, per radicarsi meglio sul territorio… Di tutto questo dovremo discutere”.

“Dobbiamo discutere anche della nostra funzione – ha continuato Bersani – perché è da lì che discende tutto il resto. Senza una piattaforma nuova che vada al cuore della questione sociale, nessuno di noi va da nessuna parte. Questo vale per i partiti grandi come per i piccoli. Pandemia e la crisi economica che ne è derivata, emergenza climatica, migrazioni… non si vede la portata mondiale di questi temi? Abbiamo due campi, le posizioni centrali svaniscono quando parliamo di queste cose”.

L’appello di Bersani ai possibili alleati del centrosinistra

“Noi chiediamo ai nostri interlocutori di non arrendersi alla prospettiva di conquistare posizioni di comodo. Ognuno dei nostri interlocutori ha dei problemi che deve affrontare ‘prendendo vita fuori’ non rinchiudendosi in uno sterile dibattito interno, tutto politicistico. Per questo ho parlato della necessità di un confronto programmatico con altre forze politiche affinchè aiuti tutti noi a prendere le misure del nostro sostegno al governo Draghi. Finora non le abbiamo prese, tutti insieme, con l’arretramento politico che abbiamo subito con la caduta del governo Conte”.

“Chiediamo di poter avere da subito un tavolo con Pd e 5Stelle per elaborare nel dettaglio dei progetti. Noi abbiamo già preparato una proposta per una riforma del fisco, in termini di imposizione progressiva e generale. Sarebbe importante che cominciassimo a discuterne e se questo metodo viene condiviso, possiamo andare avanti sui singoli punti, ad esempio sul lavoro, con una proposta di legge che innovi la rappresentanza”, ha concluso Bersani.

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