Il Vaticano dice basta alle chiese brutte: gli ingegneri ora vanno a lezione dai teologi

sabato 29 Maggio 19:18 - di Agnese Russo
chiese brutte

Riportare la bellezza nell’architettura religiosa, dicendo basta alle chiese brutte, quelle per intendersi che ricordano anonimi casermoni. Vaticano e ingegneri stringono un’alleanza per restituire ai luoghi di culto un aspetto che ne rispecchi il «valore teologico». E si danno appuntamento per un convegno internazionale che, nelle intenzioni di Oltretevere, si presenta come un vero e proprio «supporto alla formazione professionale».

L’alleanza tra Vaticano e ingegneri

Il convegno di architettura liturgica si intitola “Edificare una casa di preghiera. La comunità celebrante e lo spazio celebrativo” e lo hanno organizzato il Pontificio Istituto Liturgico, l’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di culto, l’Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza episcopale italiana e l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Roma. Lo scopo, hanno spiegato i promotori, è «offrire uno spazio di formazione, dialogo e confronto sulla progettazione e l’adeguamento degli edifici di culto, partendo dal ruolo chiave del popolo di Dio, nell’azione celebrativa della quale il Padre lo rende capace in Cristo mediante lo Spirito e riscoprendo l’impostazione architettonica, iconografica, pastorale dell’aula liturgica che da esso scaturisce».

La riscoperta del valore teologico dell’edificio sacro

Il convegno, in programma il 9 giugno, si svolgerà nella sede del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo, e online. Tra i docenti architetti, artisti, teologi. A moderarli sarà padre Giuseppe Midili, direttore dell’Ufficio liturgico della diocesi di Roma. «Vogliamo aiutare gli architetti a comprendere meglio le linee teologiche per la progettazione e l’adeguamento delle chiese. Il convegno – ha spiegato – è a supporto della formazione professionale. Non è pensabile progettare una chiesa senza avere chiaro il valore teologico dell’edificio sacro e di ciò che si celebra».

Quando Papa Francesco tuonò contro le chiese brutte

Il tema delle chiese brutte, soprattutto nelle periferie, nel 2016 è stato anche al centro di un messaggio del Papa ai partecipanti alla XXI Seduta delle Pontificie Accademie. Il Pontefice si soffermò, dunque, a riflettere sulle connessioni tra bellezza e fede, dicendo basta con gli edifici di culto brutti e sgraziati. Le chiese in periferia, invece, dovrebbero essere «scintille di bellezza», mentre spesso non offrono che uno spettacolo deprimente e poco armonico. «È necessario che le nuove chiese parrocchiali, soprattutto quelle collocate in contesti periferici e degradati – scrisse Bergoglio – si propongano, pur nella loro semplicità ed essenzialità, come oasi di bellezza, di pace, di accoglienza, favorendo davvero l’incontro con Dio e la comunione con i fratelli». È importante, aggiunse quindi Francesco, che «nelle periferie ci siano tracce di bellezza, di umanità vera, che bisogna saper cogliere e valorizzare al massimo».

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