Il nome di Michetti innervosisce anche “Il Fatto”. FdI: «Evidentemente gli avversari lo temono»

sabato 29 Maggio 16:55 - di Eleonora Guerra
michetti fatto

Un nuovo capitolo si aggiunge al tentativo di demolire l’immagine di Enrico Michetti, l’avvocato amministrativista e docente universitario considerato in pole come possibile candidato del centrodestra a sindaco di Roma. Dopo le accuse di simpatie no vax e nostalgismo, cavalcate da Repubblica nei giorni scorsi, ora scende in campo Il Fatto quotidiano, che tenta di demolirlo dal punto di vista professionale. «La Corte dei conti indaga sulla Fondazione di Michetti», è il titolo di un lungo articolo in cui, non potendo mettere in dubbio le competenze del professore, si vogliono addensare ombre sulla «trasparenza» delle sue attività. Proprio questa poderosa macchina del fango che si è messa in moto, però, secondo il deputato e coordinatore regionale del Lazio di FdI, Paolo Trancassini, dimostra che «Enrico Michetti non è ancora ufficialmente candidato, ma evidentemente terrorizza gli avversari».

I successi di Michetti agitano “Il Fatto quotidiano”

L’articolo del Fatto quotidiano ripercorre, di fatto, i successi professionali di Michetti, in quanto avvocato e imprenditore, per poi concentrarsi su un’indagine della Corte dei Conti del Lazio che riguarderebbe la Gazzetta amministrativa, una Fondazione creata da Michetti «costituita esclusivamente da aderenti pubblici», si legge sul portale. In sintesi, lo scopo della Fondazione è sostenere con attività di ricerca, studio e formazione le competenze e lo sviluppo di materie inerenti la Pubblica amministrazione. Uno strumento considerato valido da «oltre 1200 enti pubblici», come riporta lo stesso Fatto, che pagano una quota di 100 euro l’anno per sostenerne le attività.

Ma di che si parla?

Quanto all’inchiesta della Corte dei Conti riguarderebbe, secondo quanto scrive Il Fatto «forniture di servizi svolti a titolo oneroso» per alcuni enti, fra i quali il quotidiano cita il Consiglio regionale del Lazio, che dunque pare essere il vero oggetto dell’indagine poiché «la Corte – come spiegato sul suo stesso sito – è competente a giudicare agenti contabili, amministratori e funzionari pubblici sulle materie che riguardano la gestione del pubblico denaro». A che punto sia l’inchiesta e se vi siano eventuali contestazioni a Michetti non è chiaro. Lo stesso Fatto deve ammettere indirettamente di non saperne poi granché, spiegando che «la Procura contabile è abbottonatissima». Insomma, siamo di fronte a una vicenda fumosa, presentata in modo da farla sembrare carica di ombre.

Trancassini: «Michetti terrorizza gli avversari»

«Michetti evidentemente terrorizza gli avversari. Da giorni – ha commentato Trancassini – assistiamo ad attacchi ripetuti: da un presunto passato di sinistra all’essere nostalgico o No-Vax sino ad insinuazioni relative all’attività professionale svolta. Registriamo un certo nervosismo negli ambienti Pd, della sinistra e del M5S perché probabilmente la sicurezza di avere la vittoria in tasca su Roma comincia a vacillare man mano che prende corpo la strategia del centrodestra che a differenza loro si presenterà ai cittadini romani unito e fortemente determinato a dare alla Capitale un sindaco capace e competente». «La verità – ha sottolineato ancora l’esponente di FdI – è che il prof. avv. Michetti incarna le caratteristiche del primo cittadino ideale: amato da chi lo conosce, rispettato per le sue indiscusse competenze amministrative e dall’inappuntabile profilo etico».

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