Il delirio del “Fatto”: la strage della funivia è colpa dei sovranisti che non vogliono i controlli

giovedì 27 Maggio 8:23 - di Monica Pucci
Speculazione sulla funivia

Ci siamo, ci stavano girando intorno da ieri, poi qualcuno ha deciso finalmente di espellere quella intelligentissima e finissima accusa politica, che in sintesi è: la funivia di Stresa è caduta per colpa dei tecnici che la gestivano, ma è quasi un dettaglio rispetto alle colpe dei  sovranisti, che vorrebbero far fare impresa ai propri elettori “in barba ai controlli”.

Dunque, “Il Fatto Quotidiano” supera se stesso e ogni possibile forma di strumentalizzazione politica con un simpatico corsivetto accanto all’articolo in cui si dà conto della folle decisione di non mettere in sicurezza l’impianto per motivi economici, un commento dal titolo “Quel poker sovranista mette a rischio la nostra pelle”, a firma di Leonardo Coen. L’autore, in mancanza di tracce di Dna di Salvini o della Meloni sui “forchettoni” che hanno causato l’incidente, scarica genericamente sulla politica dei sovranisti il peso di atti criminali individuali, che peraltro nulla hanno a che vedere con le richieste di riapertura post-Covid formulate dal centrodestra, sia quello di governo che di opposizione. Siamo al delirio politico, basta leggere l’articolo, alla fanta-funivia, più che alla fanta-politica. Con 14 morti da piangere, però, piccolo particolare a margine. Travaglio probabilmente ieri sera era dalla Gruber e non s’è visto le bozze, altrimenti risulta difficile che uno come lui, che la polemica faziosa la sa fare benissimo, si sia piegato alla polemica surreale, per non dire altro.

“Il Fatto” e le colpe dei sovranisti sulla strage della funivia

“In questi mesi di pandemia e di scontri di potere spesso insensati, certi politici giocano a poker sovranisti con le nostre vite, irresponsabilmente spacciando costanti rassicurazioni pur di favorire i propri elettori in barba ai controlli, anche a chi avrebbe avuto timori nell’ignorare precauzioni e regole, comprese le essenziali procedure di sicurezza per evitare incidenti nel mondo del lavoro, nelle strutture di servizio o in quelle turistiche. Per il pokerista il rischio è accettabile. Ma per noi?“, è la conclusione dell’articolo di Coen, di cui, francamente, si fa fatica perfino a cogliere il senso di un articolo in chiave politica vista l’entità della tragedia della funivia di Stresa. Un senso che dovrebbe essere: i sovranisti vogliono la deregulation e quindi sarebbero contrari ai freni di emergenza sugli impianti a fune, con la loro linea politica incentiverebbero gli assassini che mandano su impianti non a norma? Boh.

L’articolo che chiama in causa i morti di Covid a Bergamo…

Proviamo a rileggerlo dall’inizio. Ma serve molta concentrazione. “La tragedia di Stresa è qualcosa che va al di là del disastro stesso. È il contesto, che la definisce. Ossia, il punto di non ritorno in cui è precipitata la nostra società, disorientata da messaggi contraddittori, ottimisti e di disperazione, intrecciati ed onnipresenti. Incombe un’equazione inquietante. Trasversale. Detto brutalmente, si sacrificano vite per guadagnare di più, sia in termini economici, sia in quelli politici. Ad esempio, battersi e scatenare polemiche per aprire a tutti i costi bar e ristoranti, quando moltissimi dei loro gestori non rispettano più di tanto le regole anti-Covid, è un indizio di questa deriva….”, scrive l’opinionista del giornale di Marco Travaglio. Che va alla conclusione: “Si concedono i benefici della ripresa a chi spesso e volentieri elude ed evade le imposte, impone il lavoro nero, non rispetta le norme di sicurezza. Non scordiamo quel che successe un anno fa nella Bergamasca, quando le attività economiche e commerciali rimasero in funzione, accontentando imprenditori grandi e piccoli, fregandosene del contagio e favorendo i picchi dei decessi. I morti del Covid sono invisibili numeri cui ci siamo assuefatti. I cadaveri del Mottarone, accartocciati e dilaniati sono invece lì davanti ai nostri occhi. Ci riportano alla realtà, come il corpo inerte della bimba sulla battigia libica. Ma l’una e gli altri, sono il frutto velenoso delle stesse dinamiche…”. Ma di quali dinamiche? Ma perché il sindaco di Bergamo che voleva riaprire le attività commerciali, Giorgio Gori, era sovranista? E che c’entrano i morti del Mottarone con quelli del Covid? E’ stata colpa del virus che s’è mangiato i cavi di un impianto aperto per colpa dei sovranisti? Mah.

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