Giorgia Meloni, una carriera in trincea. Quando Silvio disse: “La ragazza mi ha rotto le palle”

mercoledì 12 Maggio 8:17 - di Redazione
Meloni

Giorgia Meloni nel suo libro Io sono Giorgia si racconta con sincerità, sia per quanto riguarda gli aspetti privati sia per quanto concerne la vita pubblica, il dibattito delle idee, la passione politica. Tutti argomenti trattati anche nella lunga intervista di oggi su la Verità firmata da Antonello Piroso.

Il ddl Zan e l’inchiesta sugli insulti a Mattarella

E nella quale ovviamente affronta anche i temi più caldi del momento. Il ddl Zan:  “Un cavallo di Troia per far passare l’autocertificazione di genere, l’hanno smontato perfino le femministe”. L’inchiesta sulle offese a Mattarella: “Al presidente va la mia solidarietà per gli insulti e le minacce ricevute, ma al momento non so altro. Però mi faccia aggiungere: mi auguro ci siano elementi molto consistenti per disporre perquisizioni in casa, in un contesto in cui spesso i politici – me compresa – ricevono quotidianamente contumelie e pesanti intimidazioni dagli haters. Perché se questi elementi più che solidi non ci fossero, allora ci troveremmo davanti a una preoccupante anomalia”.

Meloni: sono sempre stata sottovalutata ma non discriminata

Inevitabile la domanda sulle donne in politica, anche se Meloni afferma di non essersi mai sentita discriminata in quanto donna, semmai sottovalutata. La leader di FdI si definisce un soldato in chiusura del suo libro: «Non ho paura di niente e di nessuno, se non quella di deludere me stessa e chi crede in me. Non sono ricattabile. Non sono sola, e chi ha scelto di accompagnarmi in questa battaglia è molto simile a me. Sono sempre stata sottovalutata, e questa è una grande fortuna. Per questo non diserterò. Io sono un soldato».

“Ai miei avversari chiedo lealtà”

Meloni non ha paura del confronto politico ma chiede lealtà, invoca la fine nei suoi confronti di quella che gli anglosassoni chiamano “character assassination”, la distruzione della reputazione. “E’ quando lo scontro si fa sleale, che allora mi batto con tutte le mie forze. Smontate le mie argomentazioni, se ne avete di valide da oppormi. Non inventatele. Cosa fa dire Oliver Stone a Gordon Gekko nel sequel di Wall Street? “Quando smetterete di dire balle su di me, io smetterò di dire la verità su di voi”.

Quando Berlusconi si arrabbiò…

C’è spazio anche per aneddoti gustosi. Che riguardano Silvio Berlusconi. «Erano uscite intercettazioni tra lui, dirigenti tv e giovani attrici in cerca di raccomandazioni. Dissi che tutto l’insieme mi faceva tristezza e che il comportamento del Cavaliere in quel frangente non mi era piaciuto. Ovviamente che titolo poteva fare il giornale? Questo Silvio non mi piace. All’alba mi chiamò Ignazio La Russa, capodelegazione di Alleanza nazionale al governo: “Mi ha telefonato Berlusconi, è fuori dalla grazia di Dio. Ha detto: la ragazza mi ha già rotto le palle”».

E Rampelli tirò fuori il nome di Fratelli d’Italia

E aneddoti che riguardano la nascita di Fratelli d’Italia. «Fu Fabio Rampelli a pensare all’Inno di Mameli. Io avevo proposto “Noi italiani”. Anche se la nostra prima scelta fu “Figli d’Italia”, che accantonammo rendendoci conto che quel “Figli di…” avrebbe incentivato un banale quanto scurrile doppio senso. La mannaia di Berlusconi sul dibattito interno sulle primarie ha fatto da detonatore. Ma il malessere accumulato anche per la scelta di sostenere il governo di Mario Monti era tale che prima o poi il divorzio ci sarebbe stato comunque. Io sono del Capricorno, concreta, rigorosa, abituata a valutare il pro e il contro, ma sono anche fatalista: mi lascio guidare dalla follia dell’istinto, affidandomi all’ultimo a Nostro Signore».

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