Gad Lerner: “In Piazza Duomo per l’Inter c’ero anch’io”. Crosetto: “Complimenti per la coerenza”

lunedì 3 Maggio 16:56 - di Davide Ventola
gad lerner inter

Non dite al ministro della Salute, Roberto Speranza che il suo primo sostenitore, Gad Lerner è diventato improvvisamente negazionista. Si è infatti assembrato in piazza Duomo col bandierone dell’Inter come uno dei tanti tifosi nerazzurri arrivati in massa per festeggiare lo scudetto. Una singolare contraddizione per un giornalista che ha sempre incarnato i duri e puri pro lockdown.

Gad Lerner assicura: “Ero in piazza Duomo ma non ero assembrato”.
Ma le foto lo smentiscono

”Tranquilli, io e mio figlio siamo andati in motorino con la bandiera e le mascherine d’ordinanza, stando attenti a mantenere le distanze”. Gad Lerner ha risposto così alle critiche social che si sono scatenate ieri su Twitter quando il giornalista, sopra a una foto dove si è fatto immortalare con una maxi bandiera dell’Inter, ha scritto: “Si va in piazza Duomo. #vivainter #scudetto”.

Il post non è passato inosservato e ha scatenato numerose critiche: “A fare un assembramento?”, ha commentato ironico Guido Crosetto. “Assembramento, una volta avrebbe condannato questo comportamento”, ha scritto un altro utente, “Solo da noi può succedere che un giornalista inciti agli assembramenti senza che nessuno si indigni”, ha scritto ancora un altro follower di Lerner.

A Piazza Duomo per l’Inter si può, per le partite Iva no

Su Facebook i commenti sono altrettanto feroci. “Complimenti signor Lerner! Non mi sembra di averla mai sentita dire tutti in piazza quando c’erano i commercianti e le partite Iva con motivazioni un po’ più importanti”.

”Aspettavamo questo momento da undici anni e ce lo siamo goduti con tutta la cautela necessaria – tiene a precisare il giornalista – come la maggioranza dei tifosi. Anche perché sarò vaccinato solo giovedì prossimo”, conclude Lerner.

Le sue rassicurazioni, però, a vedere foto e video di piazza Duomo, sono tutt’altro che convincenti. Immaginare che si sia riusciti a mantenere il distanziamento sociale in quei festeggiamenti è davvero una pia illusione. Ma ciò che balza agli occhi è la feroce e draconiana censura contro i manifestanti disperati che protestavano contro il governo. E l’improvvisa tolleranza e complicità, invece, nei confronti di un gruppo di tifosi del calcio. Una contraddizione che colpisce ancora di più se si tiene presente che Gad Lerner, in occasione dello scudetto della Roma, dedicò un articolo infastidito sui perduranti festeggiamenti dei tifosi giallorossi. Vent’anni dopo, festeggiare l’Inter, invece, è cosa buona giusta. A conferma di una faziosità a tutto campo, non solo politico.

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