Crepet contro tutti : “La Dad è uno strumento di tortura. E Speranza avrebbe dovuto dimettersi”

lunedì 31 Maggio 15:42 - di Gabriele Alberti
Dad Crepet

“La Dad è stato uno strumento di tortura”. Paolo Crepet contro tutti. Molti virologi, pochi psicologi in tv in era Covid. E Dio sa quanto ce ne sarebbe stato bisogno. Lo psichiatra e sociologo ha dedicato alle “ferite” dei giovani e dei ragazzi  il suo nuovo libro “Oltre la tempesta”, per i tipi di Mondadori. Da questa pandemia usciremo malissimo, asserisce Crepet. E qualcuno peggio di altri: «Qualcuno con le ossa rotte. Penso ai giovani, che sento tutti i giorni, e sono testimone di quanta crudeltà è stata usata nei loro confronti». Una parola forte, crudeltà.

Crepet: “La Dad è stato uno strumento di tortura”

C’entra soprattutto la didattica a distanza, spiega Crepet ad Antonio Grizzuti de la Verità. «La Dad, vero strumento di tortura. In tutta Europa hanno trovate alternative. Noi, invece, abbiamo costretto i ragazzi a stare chiusi in casa, a mangiare, annoiarsi e accumulare buchi formativi».

Crepet: “Dal Covid i giovani escono con le ossa rotte”

Ha davanti gli occhi un’immagine che giudica devastante.«Ho visto con i miei occhi giovani chiusi in soffitta. Ha presente dove mettiamo l’aceto balsamico? Le persone non funzionano come dicono i virologi, personaggi che hanno sempre tenuto banco. Magari capiranno pure di linfociti T, certo non di persone». In tv – è la critica di Crepet- non si sono visti psichiatri e psicologi, neanche sacerdoti, ossia, persone che comprendano l’essenza delle persone.

“Diabolica e offensiva la dottrina-Macron”

Va giù pesante sulla misura della didattica a distanza . Soprattutto trova offensico il metodo Macron: «Ho trovato cinicamente e diabolicamente offensivo credere di risolvere questa situazione distribuendo psicologi dalle Alpi a Lampedusa. C’è da vergognarsi. È la dottrina Macron: prima fai il danno e poi regali dieci sedute da uno psicologo. Che facciamo, dopo averli danneggiati li prendiamo anche per il culo?».

Crepet: “Se Speranza si fosse dimesso avrebbe compiuto un bel gesto”

Per Crepet si è sbagliato tutto,  abbiamo passato il tempo a gestire l’urgenza. Invece «Non avevamo – dice Crepet- . Nessuna urgenza perché la scuola era chiusa. La gatta frettolosa fa nascere i gattini ciechi. Abbiamo sprecato un anno stupendo per rimettere a posto le cose che non vanno nel nostro Paese. Ha per caso visto una riforma della scuola?». Niente riforma e neppure nessuna lungimiranza sui processi di apprendimento. Che avranno conseguenze disastrose. “Non dimentichiamo che un ministro voleva obbligare gli studenti a usare il tablet. “Online brain”: tutto ciò che viene prodotto, o meglio non prodotto, da un cervello che rimane tutto il giorno attaccato a uno schermo. Ovvero una sindrome molto simile alla demenza. Questo fenomeno non nuovo, negli ultimi tempi è peggiorato: incapacità a concentrarsi, perdita della memoria a breve termine, depressione, ira. Tutte manifestazioni che le famiglie conoscono benissimo. I risultati sono catastrofici, ma chi comanda sembra non vederlo».

“Come abbiamo trattato i vecchi è un insulto alla civiltà”

Eppure – non si dà pace Crepet- nessuno si è opposto nemmeno a un’altra trasformazione: quella dettata dallo smart working.«Che è peggio della Dad – insiste Crepet- .  Li ha sentiti i virologi parlare di queste cose? Loro contano le cellule e i morti, questo è il loro lavoro». E’ andato tutto abbastanza male, altro che modello Italia:  «Guardi come abbiamo trattato i vecchi, che insulto alla civiltà! Qualcuno mi dica perché sono morti questi anziani. C’è un’inchiesta per accertare le responsabilità? Si potevano evitare? Certo! E invece vedrà che finita la pandemia ci saranno pure le celebrazioni. Non si può scaricare la colpa di tutto questo sulle Regioni!». Duro sull’artefice, per buona parte, del disastro Italia, contro il quale ha più volte invocato le dimissioni: «Se il ministro Roberto Speranza si fosse dimesso avrebbe compiuto un bel gesto. E invece tutti a difenderlo, perché è una gamba del tavolino, se la togli cade il governo».

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