Coprifuoco, accelerazione nel governo per zittire Salvini: il 16 maggio “una data auspicabile”

venerdì 7 Maggio 15:19 - di Federica Parbuoni
coprifuoco 16 maggio

C’è una data per il possibile «superamento» del coprifuoco: è il 16 maggio. A incicare quel giorno, finora al centro di ipotesi e anticipazioni, è stato Luigi Di Maio. E l’annuncio appare dettato soprattutto da ragioni politiche: ieri Matteo Salvini aveva annunciato la volontà di portare nel Cdm della prossima settimana la proposta di «cancellazione del coprifuoco». Una presa di posizione che stamattina è stata al centro del dibattito politico, restituendo però la consueta sensazione di un governo che procede in ordine sparso e con scarsa programmazione, tanto che mentre Di Maio su La7 si soffermava sulla data, il collega di partito e di governo, il ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli, su Rai 3 frenava, sostenendo che «guardiamo i dati della pandemia e poi decidiamo».

Di Maio dà una data sul coprifuoco: il 16 maggio

I dati arriveranno nel pomeriggio di oggi, Di Maio però non li ha voluti aspettare. Il 16 maggio «credo che sia una data auspicabile per superare il coprifuoco», ha detto a L’Aria che tira, sottolineando che comunque «non è un liberi tutti». Il ministro degli Esteri, infatti, ha sottolineato che bisogna fare in modo di superare il coprifuoco «come lo conosciamo e non rientrarci pochi mesi dopo». Per Patuanelli, che era ospite di Agorà, però prima «guardiamo i dati della pandemia e poi decidiamo». Quindi, l’attacco politico a Salvini che, alla luce delle dichiarazioni di Di Maio, diventa un boomerang. «Il coprifuoco non può essere un elemento di dibattito politico», ha detto il grillino ministro delle Politiche agricole.

Un tema che non si può più rimandare

Certo è che il coprifuoco è un tema fortemente sentito e troppo a lungo rimandato dal governo, nonostante le sollecitazioni a superarlo giunte dalla politica, FdI in primis, dalle istituzioni, a partire dalle Regioni, dalle categorie produttive e dagli stessi cittadini. Sulla questione è tornato oggi il presidente della Conferenza Stato-Regioni, Massimiliano Fedriga, a sua volta finito in quel meccanismo di strumentalizzazione dei temi della pandemia che la componente giallorossa del governo stigmatizza a parole, ma poi mette in pratica nei fatti.

Fedriga: «Regioni unanimi sulla necessità di spostarlo»

«La Conferenza delle Regioni ha proposto di spostare il coprifuoco dalle 22 alle 23. Io – ha chiarito Fedriga – voglio rappresentare le scelte unanimi fatte da tutti i governatori d’Italia. Trovo fastidioso che quando la Conferenza ha detto una cosa che alcuni partiti politici condividevano, si è detto che ho piegato la Conferenza a un volere politico. Mentre quando la Conferenza dice qualcosa che non va bene allora si dice “perfino Fedriga non dice quello che dice Salvini”. Bisogna avere rispetto delle Regioni. Anche nella critica cerchiamo di portare proposte costruttive per il Paese. Se ci sono forze politiche che aderiscono alle richieste delle Regioni – ha concluso il presidente della Conferenza ospite di SkyTg24 – non posso che esserne contento».

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