Copasir, sceneggiata della Lega su Urso. FdI: «No agli amici dell’Iran? Voi state col Qatar…»

venerdì 21 Maggio 15:46 - di Annamaria Gravino
copasir lega fdi

Sembrava un passaggio risolutivo. Invece, dopo le attese dimissioni di Raffaele Volpi dalla presidenza del Copasir, che spetta a FdI, la Lega si è di nuovo messa di traverso. Prima lo ha fatto puntando i piedi sulla composizione del Comitato, poi scagliando un attacco frontale nei confronti di Adolfo Urso, candidato naturale alla guida dell’organismo che, per legge, spetta all’opposizione. Entrambe le prese di posizione, però, appaiono quanto mai strumentali e assumono il sapore di un dispetto politico, che mette a rischio i positivi risvolti che le dimissioni di Volpi promettevano sia dal punto di vista della credibilità delle istituzioni sia da quello politico dei rapporti interni al centrodestra.

La ricerca di un pretesto

La prima impuntatura della Lega è arrivata sul tema della composizione del Copasir, per bocca proprio del presidente dimissionario Volpi, secondo il quale, stando a quanto riferito da La Stampa, FdI si “accontenterebbe” di avere il presidente, senza curarsi di sciogliere il Comitato. L’attacco ruota intorno al fatto che, in teoria, anche la composizione del Copasir andrebbe rivista alla luce dei nuovi equilibri tra maggioranza e opposizione: i membri dovrebbero essere equamente divisi tra l’una e l’altra.

Ma, poiché all’opposizione c’è solo FdI, la questione pone un problema serio di rappresentanza. Per questo, praticamente tutti – attori politici di destra e sinistra, presidenti delle Camere e illustri costituzionalisti – si sono trovati concordi nel dire che con un accordo politico la questione della composizione si può scavallare senza detrimento istituzionale. Dunque, il puntiglio della Lega sulla questione appare del tutto strumentale.

La sceneggiata della Lega su Urso alla guida del Copasir

Altra cosa è il presidente, sul quale nessuno ha dubbi: spetta all’opposizione, quindi nel caso di specie a FdI. Alla fine anche la Lega, che pure si è ostinata per oltre tre mesi a non mollare la poltrona, si è dovuta arrendere. Così le dimissioni di ieri sembravano offrire il punto di svolta per restituire dignità a un organismo centrale per il funzionamento della democrazia nel Paese. Invece, poi, il colpo di scena su composizione e su presidenza. Quest’ultimo con un attacco a Urso arrivato direttamente da Matteo Salvini e che appare davvero come un fuor d’opera.

«Sicuramente, in un momento come questo, con Israele sotto attacco, la Lega non darà mai il suo consenso a qualcuno che è amico del regime iraniano che vorrebbe cancellare Israele dalla faccia della terra. Quindi, il Copasir deve essere guidato da qualcuno al di sopra di ogni sospetto e lontano da certe amicizie», ha detto il leader della Lega, riferendosi ad antiche consulenze di Urso alle imprese italiane che volevano approdare in Iran, quando il Paese, in vista di una fine dell’embargo, prometteva opportunità per la nostra economia.

Fazzolari: «Amici dell’Iran? Pensate al Qatar»

Nel cercare di fare lo sgambetto a Urso, che per inciso del Copasir è stato vicepresidente proprio di Volpi, Salvini però ha finito per segnare un autogol. «Salvini dice che il Copasir non può andare “agli amici dell’Iran e ai nemici di Israele”. Giustissimo. Forse gli sfugge però che tra questi c’è oggi il Qatar, al quale lui e la Lega hanno più volte espresso amicizia. Anche recentemente votando l’accordo bilaterale Italia-Qatar», ha avuto gioco facile a ricordare il senatore di FdI, Giovanbattista Fazzolari.

Tutta una questione di poltrone?

Salvini, però, ha aggiunto un ulteriore elemento di riflessione sulla posizione della Lega. «Io non ho problemi con nessuno aspetto le dimissioni di tutti gli altri membri del Copasir. Ignazio La Russa è membro del Copasir? No, quindi qualcun altro si deve dimettere», ha detto, invitando a trovare «nuovi componenti che poi eleggeranno un nuovo presidente». Perché quel riferimento a La Russa? Il senatore di FdI ha ricordato come stavano le cose sulla composizione del Copasir, ma, soprattutto, è dato da diversi osservatori come nome che auspicherebbe la Lega. Ma perché, se nel Copasir nemmeno ci sta? Perché, hanno sottolineato quegli osservatori, se lo andasse a guidare, libererebbe la poltrona di vicepresidente del Senato, sulla quale si potrebbe accomodare Volpi. Con buona pace del distacco della Lega dalle seggiole.

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