Candidature centrodestra, oggi vertice decisivo. FdI: «Le vere divisioni sono a sinistra»

lunedì 24 Maggio 11:29 - di Giorgia Castelli
centrodestra

Il centrodestra stringe sui candidati. L’appuntamento è per oggi pomeriggio alle 17,30. I rappresentanti degli enti locali del centrodestra si vedranno a Montecitorio negli uffici dei gruppi della Lega e saranno presenti anche i leader della coalizione: Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani.  Sul rebus Roma e Milano, dopo il no doppio di Guido Bertolaso e Gabriele Albertini, si punta a trovare l’intesa su altri nomi.

Centrodestra, Meloni: «Abbiamo diverse ipotesi»

Le trattative sono aperte. Giorgia Meloni, ospite a Radio 24, è chiara. «Abbiamo diverse ipotesi» da valutare. «Dobbiamo fare presto – dice – decideremo insieme e poi commenteremo le decisioni. Noi a Roma, come a Milano, Napoli, Torino o Bologna lavoriamo per vincere. Siamo perfettamente in partita. Si parla tanto delle divisioni del centrodestra ma a Roma, per esempio, noi andremo con un solo candidato mentre il centrosinistra a Roma ha tre candidati. Tra noi e loro, a me sembrano loro quelli più in difficoltà».

Centrodestra, Salvini: «Vinciamo noi sia a Milano che a Roma»

Ieri in un’intervista a La Stampa, Salvini ha annunciato che al tavolo del centrodestra sulle amministrative, «mi presento con dieci nomi» di “qualità”. Ha bocciato poi l’ipotesi, circolata sulla stampa, di un ticket Sala-Albertini a Milano. «Ma no. Figuriamoci. Albertini appoggerà il nostro o la nostra candidata. Se poi il discorso fosse che il vincente può offrire la poltrona di vice al suo competitor, ci si può ragionare. Ma io ho la sensazione che vinciamo noi sia a Milano che a Roma».

Meloni: «Il Copasir è un organo delicato»

Giorgia Meloni è intervenuta anche sulla presidenza del Copasir. «Se davvero il nostro unico interesse fossero le poltrone – ha detto Meloni – staremmo al governo e non lo abbiamo fatto. Ma il tema del Copasir è molto serio, perché il Copasir è un organo molto delicato. Noi abbiamo posto un problema, spero che si risolva altrimenti si piccona un altro tassello della tenuta delle istituzioni».

«Noi tifiamo per l’Italia»

E poi ancora. «Nessuno, anche alla luce di quanto sta facendo FdI e di quanto sta facendo Adolfo Urso, può dubitare del fatto che qualunque esponente di FdI dovesse andare a ricoprire qualsiasi tipo di incarico, lo farà difendendo l’interesse nazionale. Noi non abbiamo amici, non facciamo le cheerleader, non facciamo il tifo per nessuna nazione o leader straniero. Noi facciamo il tifo per l’Italia e gli italiani su questo possono stare tranquilli».

«Per FdI le regole valgono»

Giorgia Meloni ha poi spiegato: «Tutti sanno che Volpi è diventato presidente del Copasir perché, quando la Lega è uscita dal governo Conte uno ed è passata all’opposizione, giustamente rivendicò, secondo quanto stabilisce la legge, la presidenza del Copasir. Volpi è diventato presidente grazie anche al voto determinante di Adolfo Urso, perché per FdI le regole valgono. Sempre. Mi dispiace sentire certi nostri alleati pronunciare parole dure verso di noi, parole che non usano nemmeno nei confronti del Pd e del M5S che sono nostri avversari».

 

 

 

 

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