Vaccini, Speranza si “assolve” da Fazio e annuncia: “Saremo liberi in estate”. Poi attacca Salvini

lunedì 12 Aprile 8:58 - di Bianca Conte
Speranza vaccini Fazio

Vaccini e campagna vaccinale: Speranza si auto-promuove senza se e senza ma. Ieri sera intervistato nella comfort zone di Che tempo che fa con Fabio Fazio. Oggi in un’intervista al Corriere della sera in cui si mostra fiero e ottimista per le decisioni varate in accordo con il premier Draghi. E a Salvini che dissente, replica attaccando:  «Incomprensibile l’atteggiamento di chi sta al governo e si comporta come se fosse all’opposizione»… Insomma, Speranza insiste a difendere piano vaccinale e riaperture. Eppure, sia su un fronte che sull’altro, non sono poche le recriminazioni di opinione pubblica, virologi e degli stessi alleati di governo: a partire appunto da Matteo Salvini. Per il leader del Carroccio, il titolare del ministero della Salute è il ministro delle chiusure. Il quale, da parte sua, in un’intervista al Corriere della sera di oggi, si difende e ribatte attaccando: «Salvini sta al governo, ma si comporta come fosse all’opposizione. Non dobbiamo vendere illusioni ». Anzi, di più, per Speranza: «Accelerando con i vaccini, questa estate sarà diversa, «migliore». «Ci potremo consentire molte più libertà». A patto di mantenere alcune precauzioni, come le mascherine»…

Speranza, da Fazio al “Corriere”, parla di vaccini e riaperture, ma…

Per il leader del Carroccio, il titolare del ministero della Salute è il ministro delle chiusure. Il quale, da parte sua, in un’intervista al Corriere della sera di oggi, si difende e ribatte attaccando: «Salvini sta al governo, ma si comporta come fosse all’opposizione. Non dobbiamo vendere illusioni ». Anzi, di più, per Speranza: «Accelerando con i vaccini, questa estate sarà diversa, «migliore». «Ci potremo consentire molte più libertà », a patto di mantenere alcune precauzioni, come le mascherine». Dunque, Speranza allunga sui vaccini e punta sull’estate quando, come noto, il virus per sua stessa natura, attenua la sua carica virale. Dunque, il ministro non scommette sulle riaperture anticipate di aprile, confermando la linea dura. E infatti, ospite “coccolato” dal padrone di casa Fazio, nella puntata di ieri sera di Che tempo che fa, Speranza dichiara a favore di telecamera: «Ci sono 13 milioni di somministrazioni di vaccino che sono state fatte e da tre settimane. Vediamo una curva che finalmente, grazie alle misure che abbiamo adottato nel mese di marzo, ha iniziato a dare un primo segno di piegatura».

Scuola, Speranza: «Il governo ha fatto una scelta che io difendo con forza»

Poi, però, con le regioni tornate quasi tutte in arancione. E con la riapertura delle scuole a più ampio raggio, il ministro nella comfort zone dell’intervista di Fazio, aggiunge anche: «Con grande franchezza siamo consapevoli che c’è un elemento di rischio con l’aumento dei movimenti» in relazione al ritorno degli studenti in presenza a scuola. «Ma il Governo ha fatto una scelta che io difendo con forza. Grazie alle misure adottate nel mese di marzo e nelle prime due settimane di aprile, abbiamo accumulato un piccolissimo tesoretto. E possiamo permetterci di dare una segnale ad una leva essenziale della nostra società. Abbiamo scelto di investirlo sulla scuola: architrave essenziale della società italiana». Tanto che, Speranza sul tema e allungando la linea del traguardo ancora un po’, rilancia persino: «Siamo fiduciosi di poter arrivare alla fine dell’anno scolastico. Per poi accelerare ancora con le vaccinazioni e riprendere a settembre con ancora più sicurezza»…

Speranza, vaccini: non conviene una guerra tra Stati

Dunque, vaccini a più non posso. E sull’argomento Speranza indica due novità soprattutto. Così, nell’intervista al Corriere le enuncia. «La prima: il richiamo di Pfizer e Moderna a 42 giorni, non più a 21 e 28. Inoltre, c’è la possibilità per gli over 60 di presentarsi davanti agli hub vaccinali per farsi immunizzare con Astra-Zeneca senza prenotazione, con le dosi eccedenti della giornata». Peccato che, su questo versante, il confronto con altri Paesi partner dell’Unione smentisca il ministro e i suoi ottimistici proclami. Come rileva lo stesso quotidiano di via Solferino, infatti, « la Spagna è a 400 mila somministrazioni al giorno, la Francia a 500 mila, la Germania a 650 mila. L’Inghilterra a un passo dall’immunità di gregge». Ammetterà Speranza che il paragone italiano è, quanto meno al momento, perdente? Certo che no. E così, non solo il ministro arriva  a negare la possibilità del confronto. Ma addirittura cambia le carte in tavola…

E nega il confronto perdente con i partner Ue…

Dichiarando: «Il confronto con l’Inghilterra non ha senso. Sono partiti molto prima e hanno più dosi. Con gli altri tre Paesi, invece, siamo allineati: tutti poco sopra le 21 somministrazioni su cento abitanti. Noi, con una media di 310 mila al giorno negli ultimi tre giorni, siamo in crescita. C’è però una verità in quel che dice: loro hanno avuto dei picchi molto alti negli ultimi giorni. Per tutti, però, il collo di bottiglia è nella disponibilità di dosi. E quindi, con dieci milioni di vaccini in trenta giorni si può anche toccare un picco, ma poi si rallenta. E questo vale per tutti». Con buona pace di vaccinandi fiduciosi e curva dei contagi in decrescita…

Speranza, sui vaccini da Fazio dichiara: «La soluzione non è tutti contro tutti in Europa»

Ma tant’è. E così Speranza, nell’intervista “scendiletto” da Fazio, rilancia la partnership nel segno del classico “mal comune, mezzo gaudio”. E sulla campagna vaccinale in corso, dichiara: «Abbiamo deciso di acquistare i vaccini insieme in Europa. Forse i contratti potevano essere costruiti con maggiore accortezza. E forse la Commissione europea poteva essere più veloce. Ma non credo che la soluzione potesse essere quella di un tutti contro tutti in Europa. È chiaro che stiamo pagando un prezzo: Stati Uniti, Gran Bretagna, Israele sono stati oggettivamente più veloci di tutti i paesi dell’Ue. Una verità con cui fare i conti. E che deve spronarci a fare meglio. Ma la mia opinione è che fare meglio non significa far da soli».

Speranza attacca Salvini: ma alle riaperture dal 20 aprile come vuole la Lega risponde “niet”

E a proposito di solitudine, sul fronte governativo Salvini è l’unico a insistere sulle riaperture, che la Lega vuole a partire dal 20 aprile. Ma che Speranza liquida con un indiscutibile niet. E subito dopo a Salvini il ministro dalle colonne del Corriere della sera manda a dire:  «Io non voglio mai fare polemica con nessuno. Detto questo, tutti sanno che le scelte fatte dal governo sono sempre passate dal cdm e approvate all’unanimità. Su Salvini dico solo che trovo incomprensibile l’atteggiamento di chi sta al governo e si comporta come se fosse all’opposizione, con l’obiettivo mal celato di raccattare qualche voto sulle difficoltà vere di tante persone». Persone che, dovrebbe anche aggiungere Speranza, sono in ginocchio da un anno. Alla canna del gas da mesi. E alle quali ormai, parlare di riaperture graduali e spostare di mese in mese il miraggio delle riaperture non può bastare più. E la piazza dei giorni scorsi lo ha chiaramente confermato una volta di più...

 

 

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