Test rapidi, tra Crisanti e Regione Veneto finisce a carte bollate: l’esperto indagato per diffamazione

giovedì 29 Aprile 21:00 - di Greta Paloucci
Crisanti indagato per diffamazione

Test rapidi, Crisanti indagato per diffamazione. Tra l’esperto e Regione Veneto finisce male: a carte bollate in Procura. Nel corso dell’ultima puntata di Report il microbiologo aveva definito i test rapidi «inattendibili»: tanto è bastato ad Andrea Crisanti per ritrovarsi indagato dalla Procura di Padova dopo una segnalazione di Azienda Zero. O meglio: l’azienda, considerata il volano della guida regionale veneta, non ha mandato giù le critiche di Crisanti al sistema di prevenzione e controllo dell’epidemia affidato dalla sanità del Veneto anche ai test rapidi. Giudicando lesive della reputazione del sistema sanitario regionale le osservazioni dell’esperto. E così, come riporta tra gli altri il sito de Il Tempo in queste ore, la lite tra il direttore dell’istituto di microbiologia dell’Università di Padova e la Regione Veneto guidata dal governatore Luca Zaia finisce in Procura.

Test rapidi in Veneto: Crisanti denunciato per diffamazione

Dunque, il microbiologo dipendente della sanità del Veneto è indagato dalla Procura di Padova dopo una segnalazione di Azienda Zero. Secondo quanto si apprende dall’Adnkronos e dai quotidiani locali, e in base a quanto riferisce il quotidiano capitolino, i pm avrebbero aperto «un’inchiesta all’inizio di marzo per diffamazione dopo l’esposto presentato da Roberto Toniolo, direttore generale di Azienda Zero», l’organismo che si occupa dell’efficientamento dei servizi sanitari, socio–sanitari e tecnico amministrativi delle strutture regionali.

Il punto sull’inchiesta della Procura di Padova

La Procura di Padova, dunque, vorrebbe vederci chiaro. E così ha aperto un’inchiesta per verificare l’effettiva efficacia e affidabilità dei test rapidi. Ossia, se siano in grado di rispettare le prestazioni diagnostiche promesse delle aziende farmaceutiche. E allora, l’ipotesi al vaglio della procura padovana è quella di frode in pubbliche forniture. L’apertura del fascicolo, affidato al pm Benedetto Roberti, risalirebbe addirittura ad alcune settimane fa. E infatti, riferisce sempre Il Tempo, «sarebbero già state sentite alcune persone informate sui fatti. L’inchiesta, in pratica, vuole verificare se la Regione sia stata truffata dalle aziende farmaceutiche con forniture di test poco efficaci».

Polemiche sui test rapidi: Crisanti indagato per diffamazione

In tutto questo, nel caso finito a carte bollate finisce per rientrare anche Crisanti. «Non ci voglio credere e mi sembra assurdo. È dai tempi di Galileo che una procura non si occupa di giudicare un articolo scientifico». Il commento a caldo di Andrea Crisanti arriva dall’Adnkronos Salute, che raccoglie stupore e indignazione del direttore dell’istituto di microbiologia dell’Università di Padova, indagato dalla Procura di Padova che ha aperto un fascicolo per diffamazione. A presentare l’esposto è stato il direttore generale di Azienda Zero, Roberto Toniolo.

«Assurdo: è dai tempi di Galileo che la Procura non giudica un articolo scientifico»

Crisanti, finito nel mirino per aver sollevato critiche sui test rapidi usati in Veneto, proprio non ci sta. E alla dichiarazione di sgomento per la denuncia di cui ha appena appreso, aggiunge un ulteriore annotazione polemica. «Si stanno coprendo di ridicolo con questa denuncia – rimarca l’esperto –. Credo sia la prima volta che un argomento scientifico viene usato a scopo diffamatorio». Infine, sulla volontà di difendersi dalle accuse, Crisanti è molto chiaro: «Non me ne preoccupo e non farò proprio nulla».

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