Sottomarino disperso in Indonesia. “Ai 53 membri dell’equipaggio restano solo 8 ore d’aria” (video)

venerdì 23 Aprile 14:13 - di Laura Ferrari
sottomarino indonesia

L’Indonesia ha intensificato le ricerche del sottomarino militare scomparso al largo della costa di Bali nei giorni scorsi, mentre la Marina ha avvertito che i soccorritori hanno meno di 24 ore prima che la riserva di ossigeno del sommergibile si esaurisca.

La Marina dell’Indonesia sul sottomarino sparito da mercoledì

Il Kri Nanggala-402 di fabbricazione tedesca ha perso i contatti con la terraferma nelle prime ore di mercoledì. Il sottomarino ha fatto perdere le proprie tracce durante un’esercitazione militare con a bordo 53 membri dell’equipaggio, inclusi tre artiglieri ed il comandante. “Stiamo schierando 21 navi da guerra, incluso un altro sottomarino, il Kri Alugoro”, ha detto il portavoce delle forze armate Achmad Riad in una conferenza stampa. Riad ha aggiunto che le navi da guerra sono supportate da diverse navi civili. Tra queste, ci sono navi dotate di tecnologia sonar per rilevare oggetti in profondità e veicoli azionati a distanza. Inoltre, alle ricerche si stanno aggiungendo anche navi e aerei inviati da Singapore, Malesia, Australia, India e Stati Uniti.

Alle ricerche partecipano 5 nazioni, inclusi gli Usa

Le preoccupazioni sono aumentate dopo che l’ammiraglio Yudo Margono, capo di stato maggiore della Marina, ha lanciato l’allarme per la riserva di ossigeno a bordo del sottomarino dell’Indonesia che “in caso di guasto elettrico può durare circa 72 ore”, quindi circa fino a domani “alle 3 del mattino” ora locale. Le ore 21 di venerdì 23 aprile in Italia.

La Marina, ha aggiunto Margono, sospetta che il sottomarino si trovi ad almeno 600-700 metri di profondità, nonostante sia progettato per immergersi fino a un massimo di cinquecento.

Il ministro della Difesa indonesiano, Prabowo Subianto, ha affermato come l’incidente abbia evidenziato la necessità per il paese di modernizzare le proprie attrezzature militari. “Dobbiamo rinnovare i nostri armamenti. Non lo abbiamo fatto – ha spiegato – perché ci siamo concentrati sul miglioramento del benessere delle persone”.

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