“Se mi chiudi, non mi chiedi”. FdI in piazza a Milano per le attività rovinate dal lockdown (video)

sabato 10 Aprile 15:15 - di Luisa Perri
se mi chiudi non mi chiedi

“Se mi chiudi, non mi chiedi”. Con questo slogan i rappresentanti di Fratelli d’Italia, a Milano e in Lombardia, sono intervenuti per sollecitare misure concrete per le attività messe in ginocchio dal blocco incondizionato imposto dal governo. Blocco che non ha fermato però le tasse richieste dalle amministrazioni locali e da quelle nazionali.

L’intervento di Daniela Santanché, portavoce regionale di FdI

“Le chiusure indiscriminate devono terminare. Se le attività che sono in grado di rispettare e far rispettare le disposizioni anti-covid, allora devono poter stare aperte come i supermercati. Artigiani, commercianti, partite iva e piccole imprese devono poter tornare a lavorare. Sia chiaro rispettando tutte le prescrizioni per la sicurezza previste. Tuttavia non si capisce perché si possa salire su un mezzo pubblico affollato e non andare in un negozio mantenendo le dovute distanze”. Così i rappresentanti di FdI – tra cui Daniela Santanchè portavoce regionale di Fratelli d’Italia in Lombardia e Stefano Maullu coordinatore cittadino di FdI a Milano – che hano protestato davanti a Palazzo Marino.

“Al sindaco Sala diciamo che vanno azzerati i tributi locali per le attività che sono state chiuse o hanno subito gravi perdite. Infatti, è inaccettabile che, chi è stato chiuso per legge, riceva ristori ridicoli e debba pure pagare le tasse”.

Lo slogan della manifestazione: “Se mi chiudi non mi chiedi”

“Così si distrugge l’economia della nostra città e si riducono in povertà intere famiglie. Questa giunta di sinistra, per spendere milioni di euro nelle piste ciclabili, piazze tattiche e bus toilette chiede le tasse alle attività che sono state chiuse colpendo duramente commercianti, artigiani e partite iva”, afferma Andrea Mascaretti capogruppo di FdI a Palazzo Marino.

“Il Comune deve fare due cose. Deve potenziare adeguatamente il trasporto pubblico locale negli orari di punta, coinvolgendo taxi e bus turistici anche per trasporto scolastico. Inoltre deve azzerare i tributi locali per tutte le aziende che hanno subito le chiusure. Lo faccia dai parrucchieri alle palestre, dagli ambulanti alle cartolerie. Dalle aziende del settore eventi a quelle della cultura”.

Federico Romani, responsabile della comunicazione di FdI Lombardia, ha ribadito le ragioni della protesta. “Un flashmob per essere a fianco delle famiglie e imprese in ginocchio a causa della pandemia e a cui lo stato chiede continuamente ma non dà niente. Undici miliardi di sostegno a fronte di 420 miliardi di calo di fatturato sono una miseria che non possiamo accettare. Ora basta”.

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