Scanzi scaricato dal suo medico: «È stato lui a chiedermi di fare il vaccino, non conosco i genitori»

lunedì 19 Aprile 10:56 - di Redazione
Scanzi

Più introvabile di una Primula Rossa. Ma non per i reporter di Non è l’Arena che – dài e ridai – alla fine lo hanno intercettato mentre entrava nel suo ambulatorio in quel di Arezzo. È lì che Roberto Romizi si è arreso: «Sono il medico di Andrea Scanzi, mi ha chiamato lui per chiedermi di fare il vaccino». Finalmente. Erano settimane che i segugi di Massimo Giletti si erano appositi lì nella speranza di avere un confronto con l’unico che può pronunciare una parola di chiarezza sul contestato vaccino al giornalista del Fatto Quotidiano. Ci sono riusciti, ma quanta fatica. Ma è niente rispetto all’imbarazzo tradito dal medico, in evidente disagio di fronte alla microfono della giornalista.

Così il dott. Romizi a Non è l’Arena

Lui, però, non c’entra niente con l’iniziativa di Scanzi di farsi vaccinare iscrivendosi alla lista dei cosiddetti “riservisti“. Avrebbe potuto farlo, a suo dire, in quanto «figlio di genitori fragili» non ancora vaccinati, da lui accuditi come caregiver. In realtà, la procedura è un po’ più complessa. E il sospetto che il 46enne Scanzi abbia fatto il furbetto si fa sempre più forte. Tanto più che il medico gli dà corpo. «È stato lui a contattarmi per dirmi che voleva farsi il vaccino? Questo mi sembra scontato», esordisce. Per poi aggiungere: «Mi ha scritto per chiedermi questo, senza voler passare avanti a nessuno».

«Non conosco i genitori di Scanzi»

Precisazione ancor più scontata: figuriamoci se chiedeva di voler scavalcare la fila. Ma una cosa Romizi la vuole mettere in chiaro: «Non conosco i genitori». Non è poco, alla luce del ruolo di “badante” grazie al quale Scanzi si è vaccinato. «Il termine caregiver non mi ricordo che lo abbia usato – precisa il medico -. Ha detto di avere i genitori fragili, affetti da patologie importanti». «Neanche mi ha chiamato, mi ha scritto», dice prima di guadagnare l’ingresso dello studio. E da lì invia un whatsapp all’inviata di Giletti: «La stampa ha forse riportato involontariamente varie imprecisioni sul mio ruolo, che è stato solo quello di mettere in contatto Scanzi con la Asl». E così lo ha scaricato. Ciao core.

 

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