Rivolta contro Macron il presuntuoso: “Credeva di saperne di più dei medici ma ha sbagliato tutto”

venerdì 2 Aprile 15:37 - di Gabriele Alberti
Macron

La parabola in picchiata di Emmanuel Macron. Una volta osannato come il Napoleone del 2000, oggi mezza Francia  è in rivolta contro di lui. A partire da quei media che l’avevano tanto celebrato. La gestione della pandemia è stato un disastro, i numeri lo inchiodano. Il presidente francese oggi è criticato da tutti. E intanto Marine Le Pen è avanti nei sondaggi, con il voto del 2022 che incombe. Libero racconta di un Macron massacrato dopo tante figuracce. Se c’è un leader in Europa che si è giocato tutto il credito accordatogli dai media di mezzo mondo, questo è stato il presidente francese.

Con 50.000 contagi al giorno, la Francia è al collasso

“Il mantenimento delle scuole aperte, nonostante le critiche e gli ammonimenti ricevuti dal personale sanitario, era uno dei motivi di orgoglio di Emmanuel Macron. Era l'”exception française” da ostentare con vanto durante i confronti con gli altri Paesi europei”. Ma la prosopopea tipica da “primo della classe” va a farsi benedire di fronte al risultato di questa tattica. I dati di mercoledì hanno fatto naufragare  l'”exception”: i numeri del contagio si sono rivelsati nefasti: la Francia viaggia sui cinquantamila casi al giorno, leggiamo nell’articolo di Zanon. La qualcosa ha costretto Macron a una brusca retromarcia: chiusura delle scuole materne e elementari per almeno tre settimane, e delle scuole medie e dei licei per almeno quattro. La stampa francese stigmatizza il flop della sua politica di contrasto al Covid. Lui ha chiesto scusa pubblicamente: «Nella gestione dell’epidemia, sono stati commessi degli errori», ha riconosciuto in diretta televisiva. Una doccia fredda per uno che credeva di avere “sfangato” la terza ondata.

Macron il presidente-virologo: massacrato dalla stampa

Non si sa in base a quale criterio, visto che la terza ondata che sta colpendo tutti. Pertanto, contrordine: da domani e per almeno un mese, tutta la Francia sarà in zona rossa, con un coprifuoco duro: alle 19 bisognerà essere tutti a casa, perché scatterà il coprifuoco nazionale. Non è la prima volta che Macron ordina un chiusura dura, anche lui senza sortire miglioramenti dal punto di vista epidemiologico. Molti “stop and go” hanno esaurito i francesi, le loro attività e anche lì non si vede la fine. Stupisce che l’ex astro nascente della politica europea si sia trasformata in una stella cadente alla prima prova complicata. All’assalto le forze politiche:

Macron non ha ascoltato i medici e ha fatto di testa sua

«Questo nuovo confinamento che lei non vuole chiamare in questo modo è il simbolo dell’arroganza su cui il presidente della Repubblica e il suo governo si sono arroccati»: lo ha dichiarato – riporta Libero-  il capogruppo dei Républicains all’Assemblea nazionale Damien Abad, rivolgendosi al primo ministro Jean Castex. E ancora: «Per uscire dalla crisi sanitaria, dovete ammettere i vostri fallimenti: cancellare l’abissale divario tra le vostre promesse e la realtà; e smetterla di scaricare sugli altri le vostre responsabilità». Dicevamo dei numeri drammatici. “Secondo le cifre pubblicate da “Santé Publique France”, i nuovi casi, nelle ultime 24 ore, sono 50.659, ossia 11% in più rispetto alla scorsa settimana”. Questa esplosione di contagi si poteva evitare è la critica feroce della maggior parte dei medici. Come? Chiudendo le scuole, tra i principali luoghi di contagio. Ma l’orgoglioso Macron pensava di fare di testa sua, come ha rilevato Le Monde, di distinguersi. Tenerle aperte mentre gli altri paesi le chiudevano. «Nelle scuole, c’è molta promiscuità, i bambini sono in aule poco ventilate e i gesti barriera sono più difficili da far rispettare»”, ha spiegato il virologo Antoine Flahault.

Le Monde: Macron ha commesso ‘hybris’

Le Monde lo ha demolito: Macron era “convinto di essere un “presidente-virologo”; e di aver acquisito una competenza tale in materia epidemiologica da poter snobbare i consigli degli scienziati. Questo, secondo il quotidiano francese,  anche per colpa degli “yesman” di cui si è circondato. “Questa convinzione, alimentata dalle lodi sperticate dei suoi ministri, lo ha portato a una grande solitudine dinanzi al Covid-19. Paggio:  Macron “appare agli occhi dei francesi come l’unico responsabile della gestione della crisi sanitaria, ma deve anche difendersi dal peccato di hybris“,  ha scritto la giornalista del Monde Solenn de Royer. Una bella immagine, l’hybris greca, che lo ha spinto a prendere decisioni contrarie a quelle dei medici, pensando di essere superiore.

Gradimento in picchiata: troppi ‘yesman’

E’ andata giù dura, naturalmente, su France 3, la presidente del Rassemblement national, Marine Le Pen, leggiamo in questa carrellata di giudizi sul quotidiano di Senaldi «All’inizio della crisi sanitaria, Emmanuel Macron ci ha detto che entravamo in guerra contro il virus. Dopo un anno, il suo bilancio è spaventosamente crudele- scandisce la Le Pen -. Prima non avevamo le mascherine, poi non avevamo i test e ora non abbiamo i vaccini. È una vera e propria débâcle». La principale competitor di Macron in vista delle prossime presidenziali, baciata da sondaggi lusinghieri, lo a infatti avvertito che tali errori non potranno non avere un peso: «Questo terribile fallimento ha delle conseguenze molto pesanti sulla salute dei nostri concittadini, sulla vita quotidiana dei francesi, sulla maniera in cui vivono le persone anziane, sullo stato morale dei giovani, ma anche sul piano economico». Ci si vede tra un anno – è il senso – per decidere chi sarà l’inquilino dell’Eliseo fino al 2027. L’ultimo sondaggio Ifop dice che Marine Le Pen sarà in testa al primo turno. Jean-Luc Mélenchon, leader della France insoumise, il partito della sinistra radicale, ha annunciato che non darà alcuna consegna di voto in caso di ballottaggio Macron-Le Pen. L’astro Macron è in crisi nera.

 

 

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