Riaperture, autocertificazione, tessera sanitaria, card digitale: 3 misure al vaglio per gli spostamenti

lunedì 19 Aprile 16:02 - di Lara Rastellino
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Riaperture legate a autocertificazione. Tessera sanitaria o card digitale. Sono queste le tre ipotesi al vaglio per il decreto sulle riaperture del 26 aprile, che contiene anche la proroga dello stato di emergenza in corso fino al 31 luglio. Decisioni che influiranno anche sulla durata dello smart working, un altro tema su cui ferve il dibattito. Intanto, già a partire da oggi pomeriggio, e comunque anche per i prossimi giorni, sono previste riunioni del Cts, mirate ad analizzare le linee guida stilate dalle Regioni sulle riaperture e il green pass per gli spostamenti.

Riaperture, autocertificazione, tessera sanitaria o card digitale: le 3 ipotesi

Proprio il pass, infatti, è tra le novità che dovrebbero accompagnare l’Italia nel suo percorso verso il graduale ritorno alla normalità. Il lasciapassare allo studio del governo con gli esperti del comitato tecnico-scientifico, infatti, darebbe la possibilità di muoversi liberamente su tutto il territorio nazionale. Oltre a garantire l’accesso a determinati eventi, sia culturali che sportivi. Insomma, ci sono situazioni che richiedono che si “provi” di avere l’immunità nei confronti del virus. Un tema su cui, tra scettici e sostenitori, gli esperti si stanno misurando proprio in questi giorni, animando un confronto particolarmente acceso. Tra le tanti voci, in queste ore si è fatta largo quella del virologo Massimo Clementi, che si è espresso chiaramente su questa eventualità.

Riaperture, il ricorso alle certificazioni che attestino che si è vaccinati o si ha avuto la malattia

«In generale – ha spiegato all’Adnkronos Salute il direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’ospedale San Raffaele di Milano. Oltre che docente all’Università Vita-Salute – sono abbastanza favorevole alla possibilità di introdurre certificazioni che attestino che si è vaccinati o si ha avuto la malattia. Ovviamente dipende dalle situazioni. Certo non vedrei il certificato come un pass da esibire per entrare al bar. Mentre – prosegue l’esperto – negli aerei già c’è stata un’iniziativa in questa direzione». Basti pensare, osserva Clementi, «ai voli Covid-free, previo tampone. Qui si parla di un’altra cosa: di avere la certificazione, un pass che può essere utile in alcune situazioni. E, sì, potrebbe spronare a vaccinare velocemente. Del resto abbiamo vaccini approvati per l’uso fino ai 16 anni d’età. Possiamo coprire un’ampia fetta di popolazione», conclude.

Riaperture, le 3 ipotesi prevalenti sul lasciapassare

Insomma, finalmente si prova a riaprire. Anche se, come ha detto proprio il presidente del Consiglio, c’è un rischio calcolato. Ossia: non esiste il rischio zero. E dunque, in parallelo all’allentamento parziale delle misure restrittive, continueranno a vigere tutte una serie di disposizioni preventive, come il mantenimento delle mascherine, dei distanziamenti e di tutte le misure di igiene. E allora, come riferisce oggi tra gli altri il Corriere della sera, oltre alle notizie tanto attese sul pass che consentirà di spostarsi tra le regioni in fascia arancione e rossa, di cui gli esperti valuteranno con governo tempistiche e modalità, sono 3 le ipotesi prevalenti sul lasciapassare. Vediamole nel dettaglio in uno schema che ne riassume i punti chiave. 1)La prima punterebbe a garantire lo spostamento a chi presenta un certificato della Asl o un’autocertificazione che attesti i requisiti richiesti. 2)La seconda è ricorrere al tesserino sanitario, sul quale verrebbero inseriti i dati. 3)La terza ipotesi potrebbe riguardare il lancio di una tessera digitale.

Riaperture, dall’autocertificazione alla tessera sanitaria, fino al varo di una card digitale

Quest’ultima è la via meno diretta e più articolata, ma anche quella preferita dal ministro Roberto Speranza, che vorrebbe informatizzare il nuovo strumento, a patto che la cosa non richieda un eccessivo allungamento dei tempi. Una strada battuta in questo momento, sottolinea il Corriere della sera, oltre che dal dicastero della Salute, anche dai tecnici dell’Innovazione tecnologica e Transizione digitale. Il ministero guidato da Vittorio Colao. Infine. Dal 26 aprile cessa il divieto di circolazione tra regioni gialle (le altre dovranno attendere il pass). Dunque, ci si potrà spostare liberamente anche per turismo: senza bisogno di ricorrere all’autocertificazione. Diversamente, come ricorda il Corriere, «nelle regioni arancioni resta il divieto di uscire dal comune se non per urgenza, lavoro e salute. Il motivo dello spostamento va giustificato con l’autocertificazione».

Spostamenti, seconde case, coprifuoco

Nelle regioni rosse, infine, i limiti sono ancora più stringenti. E come spiega sempre il quotidiano di via Solferino, «si può uscire di casa solo per necessità, urgenza e salute e per andare nei negozi aperti. Non è consentito uscire dal comune se non per validi motivi e sempre con l’autocertificazione. Le regole cambieranno quando arriverà il lasciapassare del governo e si potrà entrare e uscire anche dalle regioni più a rischio». Le regole sulle seconde case per ora non cambiano. Così come: «il coprifuoco non si tocca», ha ripetuto ancora nelle ultime ore il ministro Speranza. Dunque, pass o vaccini cambiano poco: resta vietato uscire di casa dalle 22 alle 5 se non per lavoro, urgenze o salute, motivi che devono essere giustificati con l’autocertificazione.

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