Recovery, Draghi cancella Quota 100. Salvini ingoia il rospo. Meloni: «Vogliono il voto al buio»

venerdì 23 Aprile 20:04 - di Eleonora Guerra
recovery quota 100

Domani mattina alle 10, se la convocazione del Cdm sarà confermata, i ministri si troveranno sul tavolo la bozza del Recovery plan. Ma non lo voteranno. Il testo dovrà passare alle Camere, lunedì e martedì, e poi tornerà a Palazzo Chigi per avere il via libera entro il 30 aprile. Si tratta però di una vigilia tesa, sia nel campo delle forze politiche sia in quello dello stesso governo. I contenuti del piano, che ammonta a 318 pagine, infatti, sono trapelati stamattina sulla stampa quando i partiti, di fatto, lo conoscevano solo per titoli, e la gran parte dei ministri solo tramite la sintesi di 16 pagine e 9 tabelle messa a punto dal Mef. E consegnata appena ieri nella cabina di regia sul tema.

Col Recovery Draghi cancella Quota 100

Così, in queste ore, insieme alle anticipazioni sui contenuti del Piano di ripresa e resilienza che segnerà il destino dell’Italia fino al 2026, circolano anche i malumori in seno a Palazzo Chigi. «Sono stati fatti incontri coi partiti, maggioranza e opposizione e il piano non si è visto, solo modalità ascolto. E ora, a poche ore dal Cdm, devo leggerlo su stampa a agenzie? Se fosse successo con Conte sarebbe venuto giù il mondo», è stato lo sfogo di un ministro raccolto dall’Adnkronos. Oltre al metodo, però, ad aprire un fronte di malcontento molto profondo ci potrebbe essere anche il merito dei provvedimenti. Il Pnrr, infatti, tra le molte misure, contempla anche la cancellazione di Quota 100, il provvedimento di bandiera della Lega, che incassa il colpo a una manciata di ore da quello sul coprifuoco.

Cosa prevede la bozza: la Lega ingoia un altro rospo

Secondo quanto previsto dalla bozza del Recovery circolata in queste ore, la fase transitoria di applicazione della cosiddetta Quota 100 terminerà a fine anno e sarà sostituita da misure mirate a categorie con mansioni logoranti. Insomma, nessuna proroga per il provvedimento che la Lega ha voluto e difeso con forza in questi anni e che consente l’uscita anticipata dal mondo del lavoro per chi vanta almeno 38 anni di contributi con un’età anagrafica minima di 62 anni. Insieme a Quota 100 quest’anno scade anche Opzione donna. In campo, secondo quanto anticipato dal Corriere della Sera, vi sarebbe a questo punto un’ipotesi Quota 102, decisamente più penalizzante rispetto ai meccanismi attuali.

Meloni: «Non possiamo votare a scatola chiusa»

Ma oltre allo schiaffo ai ministri, quello che sta succedendo intorno al testo, connota anche uno schiaffo al Parlamento. «Dovrà votare a scatola chiusa e questo non credo che si possa fare», ha avvertito Giorgia Meloni, sottolineando che «è difficile capire il piano se non si legge nel suo insieme». «Abbiamo delle scelte da fare di visione e di sviluppo e queste oggi non le conosciamo. Abbiamo da difendere i nostri gioielli di famiglia da un atteggiamento predatorio», ha ricordato Meloni. È stato poi il capo delegazione di FdI al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, a sottolineare che «ora leggeremo le carte e giudicheremo nel merito. Ma purtroppo dobbiamo constatare che sul piano del metodo sicuramente non ci siamo proprio…».

 

 

 

 

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