“Quello sceicco è mio figlio”. Si riapre il giallo di Mauro Romano, il bimbo rapito in Puglia nel ’77

martedì 13 Aprile 16:05 - di Luisa Perri
mauro romano, sceicco

Si riapre con un clamoroso colpo di scena il giallo di Mauro Romano, il bambino di 6 anni rapito nel Salento, il 21 giugno 1977. Anche lui come Denise Pipitone, stava giocando sotto casa, prima di sparire per sempre.

Secondo l’ultima ricostruzione degli inquirenti, un amico di famiglia lo fece salire su una moto Ape per portarlo via per sempre. La Apecar su cui Mauro salì senza il minimo tentennamento era guidata da Vittorio Romanelli, un ex barbiere di 79 anni, indagato  dal gennaio scorso con l’accusa di sequestro di persona. Secondo la nuova ricostruzione degli inquirenti l’uomo, un amico di famiglia, che Mauro Romano considerava come uno zio, avrebbe consegnato il bimbo a due persone, rimaste sconosciute.  Subito dopo il rapimento, alla famiglia Romano arrivarono anche delle richieste di riscatto. Trenta milioni. Poi i sequestratori non si fecero più vivi.

La famiglia di Mauro Romano vuole andare a Dubai

La mamma di Mauro, Bianca Colaianni, che oggi ha 75 anni, in questi 44 anni non si è mai data per vinta. Adesso, poi, c’è un ulteriore elemento di novità che porta la famiglia Romano a ritenere che Mauro sia ancora vivo, e che sia stato venduto ad una facoltosa famiglia residente negli Emirati Arabi.
Una foto, trovata su internet grazie alle indagini svolte dall’avvocato Antonio La Scala, in cui compare il presunto Mauro: nel fotogramma si vede un segno, forse una cicatrice, sul dorso della mano destra. Proprio lo stesso punto in cui il bambino pugliese si ustionò in tenera età.

Chi è lo sceicco Al Habtoor

La signora Bianca ha riconosciuto nelle due cicatrici dello sceicco Mohammed Al Habtoor i segni del figlio. “Nelle foto ho riconosciuto due cicatrici: una sul sopracciglio – ha detto al Corriere della Sera -, l’altra sulla mano destra che si procurò con un ferro da stiro”. A dare la conferma però solo l’esame del Dna che fino ad ora Mohammed, figlio del magnate Khalaf Al Habtoor nonché uno degli uomini più ricchi degli Emirati Arabi Uniti, ha rifiutato.

La signora Bianca ha riconosciuto le cicatrici

Tuttavia, la signora Bianca non si arrende, perché “questi sono soltanto alcuni dei particolari in comune tra Mauro e quest’uomo, non possono essere soltanto delle coincidenze”. La donna, assieme al marito, è pronta a partire per Dubai, “ma non possiamo andarci da soli. Siamo arrivati fin dove ci è stato consentito: non abbiamo alcun potere per andare oltre. È per questo che chiediamo che la vicenda sia presa in gestione dalle autorità”. E ancora: “Finora abbiamo trovato davanti un muro enorme, solo silenzio. Speravamo almeno in una telefonata di conforto o anche per dirci che ci stiamo sbagliando. Niente”.

 

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