Notte di sangue a Indianapolis, sparatoria in un centro FedEx: molte le vittime. Il killer si è ucciso

venerdì 16 Aprile 9:29 - di Lorenza Mariani
sparatoria a Indianapolis

Un’altra notte di sangue e di terrore negli Usa. Stavolta la strage improvvisa è a Indianapolis dove, nella notte, una sparatoria avvenuta in una struttura della FedEx nella zona sudovest della città, vicino l’aeroporto, ha lasciato sul terreno «numerose vittime». Compreso l’attentatore che si sarebbe ucciso. Da oltreoceano, le prime, frammentarie notizie arrivano dalla Cbs, che cita fonti della Wttv. E danno conto di un conflitto a fuoco in un magazzino della FedEx dove, dopo aver sparato all’impazzata, secondo le dichiarazioni di Genae Cook, una portavoce ai giornalisti, il presunto aggressore si sarebbe tolto la vita. «Non riteniamo ci sia una minaccia attiva per la comunità in questo momento», ha detto la donna ai cronisti. La polizia, intanto, ancora non conferma il bilancio dei feriti. Limitandosi ad affermare solo che diverse persone sono state trasferite in ospedale. Una notizia confermata in queste ore dall’Indianapolis Star. Mentre non ci sono per ora notizie sulle vittime.

Sparatoria a Indianapolis, l’aggressore si è tolto la vita

Secondo il giornale, passate da poco le 23 l’Indianapolis Metropolitan Police Department ha risposto a una segnalazione di colpi d’arma da fuoco. Ricevuta la telefonata che dava l’allarme, gli agenti si sono subiti precipitati sul posto, arrivando a sparatoria in corso. La portavoce Genae Cook ha confermato – riporta la Cbs – che «ci sono molte persone con ferite compatibili con colpi d’arma da fuoco», ma non ha precisato quante siano. E in quali condizioni versino. Nonostante, il centro di smistamento di FedEx a Indianapolis rappresenti il secondo “hub” più grande del gruppo: una struttura in cui lavorano oltre 4.500 persone. E così, in una nota sulla «tragica sparatoria nella nostra struttura FedEx Ground nei pressi dell’aeroporto di Indianapolis», la FedEx si limita ad affermare che sta cercando di raccogliere maggiori informazioni. In piena «collaborazione con le autorità». Perché, «la sicurezza è la nostra priorità – aggiungono dall’azienda Usa –». Che poi conclude la sua nota che in calce riporta: «I nostri pensieri vanno alle persone coinvolte»...

 

 

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