Mio Italia: «Ieri in piazza una partecipazione di popolo mai vista. I violenti non erano con noi»

mercoledì 7 Aprile 19:04 - di Elsa Corsini

Partite Iva, piccoli imprenditori a rischio fallimento. Ristoratori che non incassano da tredici mesi. Sono questi i protagonisti della massiccia mobilitazione di ieri in piazza Montecitorio. Migliaia di persone arrivate da tutta Italia. Anche se la stampa ha preferito titolare sui tafferugli. Scatenati da qualche violento estraneo all’organizzazione.

Mio Italia: tanti in piazza, i violenti non erano con noi

“La manifestazione di ieri ha visto, al di là di qualche idiota che ha provato a rovinarla, l’affluenza più importante a livello nazionale vista finora”. Così Paolo Bianchini, presidente di Mio Italia, Movimento Imprese Ospitalità. Tra gli organizzatori della manifestazione. “Oltre a condannare i pochi episodi di violenza, ringrazio le forze dell’ordine. Per come hanno gestito la situazione. Avere la vicinanza dei sindacati di polizia ci ha fatto davvero piacere. Anche loro hanno capito che chi si è infiltrato ieri, non c’entra nulla col nostro mondo”.

Bianchini: chiediamo il blocco degli sfratti esecutivi

Bianchini preferisce concentrarsi sulle richieste per la sopravvivenza dell’intero settore. Quella che chiama la ‘battaglia delle battaglie’. Non solo ristori. “Chiediamo il blocco degli sfratti esecutivi”, spiega. “Non abbiamo liquidità viste le perdite. E se ti arriva via pec lo sfratto, per 3 o 4 mesi in cui non hai pagato l’affitto…beh, ti rode parecchio”. Ma non basta. Il governo deve provvedere al blocco del pagamento dei mutui. E dei leasing operativi sui materiali. “Non avendo guadagnato nulla è impossibile sostenere queste spese”. “Infine – aggiunge Bianchini – chiediamo a tutto il mondo della politica di bloccare le licenze per nuovi esercizi commerciali per tre anni. Visto che il 60% delle aziende italiane ha perso il proprio lavoro.  Dandoci così la possibilità di mantenere lo stesso numero di bar e ristoranti. Con la speranza che sopravvivano tutti. Un modo per non far perdere di valore le nostre attività. Ed evitare così che vengano assorbite dalla malavita, da cinesi o multinazionali. O che ne nascano di nuovi. Questa è la battaglia delle battaglie”, conclude.

La piazza è l’unica strada. Il governo ci ha preso in giro

Tutte le sigle ieri in piazza puntano i riflettori sulla disperazione dei manifestanti e la drammaticità della situazione a rischio di corto circuito sociale. “A distanza di un anno, dopo diversi tavoli con il governo, abbiamo capito di essere carta straccia. Le abbiamo provate tutte. E questo punto l’unica soluzione è scendere in piazza”. È lo sfogo all’Adnkronos di Massimo Gervasi, presidente dell’ Associazione Partite Iva sul Territorio. “In ogni manifestazione, c’è qualche infiltrato, è sempre stato così. Ma ieri c’era il popolo in piazza”. Lo dimostra la presenza di nonna Maura, al secolo Maura Gramelli. Leader del popolo delle mamme. “Alla manifestazione di ieri non ci sono stati veri e propri atti di violenza. Ho assistito a momenti di tensione dovuti però a soggetti isolati.  E posso assicurare che si contano sulle dita di una mano. Nel complesso mi sento di dire che è stata una manifestazione assolutamente pacifica”. Il prossimo 17 aprile a Roma ci sarà un incontro tra tutti i rappresentanti di gruppi, sindacati e associazioni “per fare fronte comune e prendere delle decisioni condivise“.

 

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