Mieli a Draghi: “Il governo non ha detto la verità. Sui vaccini la gente ha diritto di sapere”

mercoledì 7 Aprile 10:33 - di Adriana De Conto
Mieli Draghi

Accusa su tutta la linea contro il governo, il vecchio e il nuovo. A Cartabianca su Rai3 processo contro Draghi, campagna vaccinale e pessima comunicazione politica: Paolo Mieli e Massimo Cacciari non hanno lesinato accuse severe. La musica non è cambiata con Draghi: questo il dramma, questo il verdetto più pesante. Lo pronuncia Paolo Mieli, storico ed editorialista, ultimamente molto critico e obiettivo sulla situazione reale in cui versa il Paese. La pazienza è colma.

Mieli striglia Draghi: “Il governo non ha detto la verità”

Sotto accusa la campagna vaccinale e soprattutto la follia comunicativa che la politica ha compiuto sul caso AstraZeneca. Comincia il filosofo ed ex sindaco di Venezia: “La paura dei vaccini? Non è colpa degli scienziati ma dei politici che non fanno informazione corretta. Adesso anche se uno scienziato venisse a dirci che c’è un caso su 10 miliardi, la gente sarebbe comunque spaventata. È diventato il bar sport”. Bloccare il vaccino, poi sbloccarlo, ha certo insospettito e provocato disdette un po’ ovunque. E la colpa è stata tutta politica, ribatte Mieli.

Sul caso Astrazeneca “frittata” comunicativa

Gli dà man forte Galli, responsabile del reparto Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano: “Dal punto di vista comunicativo la frittata su AstraZeneca è stata fatta. Ho disperatamente cercato dei numeri su cui appigliarmi per un giudizio. Ma di dati non ce ne sono da nessuna parte”. Il legame con le trombosi c’è e riguarda casi esigui su cui l’Ema sta studiando. Ma è incontrovertibile il dato più evidente: con questo vaccino la Gran Bretagna è uscita dal guado, attaccano sia  Mieli sia Cacciari. L’ ex direttore del Corriere della Sera punta il dito su Palazzo Chigi e dintorni: sono responsabili – dice- di aver nascosto la verità sulla campagna vaccinale; sulle difficoltà e i relativi problemi. Il difetto di chiarezza non porta bene: “Il governo dev’essere chiaro. Bisognava dire, per esempio, che nel weekend di Pasqua sarebbero diminuite le vaccinazioni. E che la soglia delle 500mila non sarebbe stata raggiunta nemmeno in tre giorni. Le persone hanno diritto a una comunicazione chiara”. Nel week-end di Pasqua si sono fatte più multe che vaccinazioni, questo il paradosso. Ma gli italiini lo hanno saputo “dopo”.

Mieli a Draghi: “Il governo deve essere chiaro”

“Io non capisco – prosegue Mieli –  il termine della questione: in Gran Bretagna 11 milioni di vaccinati e 38 morti. Noi per rinunciare a milioni di vaccini abbiamo tra 400 e 500 morti al giorno. Abbiamo dato un calcio al piano vaccinale, generando confusione e trovandoci ad inizio aprile ancora con 4-500 morti al giorno. Qui sono anche le autorità sanitarie internazionali ad avere responsabilità. Non possono ripensarci e ridiscutere ogni volta.”.

Cacciari: “Draghi non ha migliorato la situazione”

Mieli recrimina sul fatto che sempre “dopo” gli italiani vengono a sapere che le cose non stanno andando tanto bene. Che credibilità si costruisce così? Nessuna. Di fronte a questi “buchi” e ritardi i cittadini si arrabbiano. “In molte regioni, tra cui quella in cui risiedo, per le prossime settimane e i prossimi mesi è impossibile prenotarsi per il vaccino”. Il generale Figliuolo, certo, ha ereditato una situazione disperata, ma per ora ha indicato solo degli obiettivi. Se questi sono disattesi… “Draghi purtroppo non ha migliorato la situazione. Tutte le promesse sulle quantità di vaccinazioni sono saltate”, commenta Cacciari.

“Un terzo del Paese è alla canna del gas”

Proprio in concomitanza con il programma della Berlinguer giungeva l’eco della protesta di ristoratori e  commercianti contro le chiusure: “Continuano a venir fuori tutte le disfunzioni burocratiche di questo Paese. Teniamo tutto chiuso ma un terzo del Paese è alla canna del gas. Queste persone non vivono d’aria”.

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