M5S, è guerra sul divieto di doppio mandato. Conte si tira fuori. Ma i big vogliono cancellarlo

lunedì 12 Aprile 17:46 - di Redazione
Doppio mandato

Gira e rigira è sempre lì che si torna, al vincolo del doppio mandato. Molti big pentastellati speravano evaporasse come tanti altri “irrinunciabili” impegni solennemente assunti dal MoVimento. Ma così non è stato. A blindare la regola aurea della diversità dei 5Stelle ha provveduto Beppe Grillo in persona. Cosicché quella che fino a pochi giorni fa era una speranza di tutti i parlamentari con due mandati elettorali si è ora trasformata in una sommessa richiesta di deroga in favore di pochi. E se da una parte Giuseppe Conte se ne lava le mani, dall’altra è Davide Casaleggio ad intestarsi l’esclusività della purezza originaria. È il motivo per cui fa ormai coppia fissa con Alessandro Di Battista, libero da assilli di rielezione e assolutamente candidabile visto che di mandati elettorali ne ha solo uno.

Il doppio mandato è l’ultimo tabù

Intanto il gruppo parlamentare ribolle. I 5Stelle, seppur con discrezione, pressano Conte. Ora il leader è lui e scottarsi le mani con i dossier più incandescenti è un suo dovere. «Visto che si sta facendo una cosa nuova, bisogna mettere sul tavolo anche la possibilità di modificare questa regola», dice senza fronzoli Federica Dieni, al secondo mandato in Parlamento. Lei il “nuovo” lo invoca a 360 gradi. «Non volevamo una sede fisica e stiamo aprendo una sede fisica; non volevamo dare soldi ai partiti e stiamo dando soldi al partito. Va benissimo, ma a questo punto valutiamo anche se ha senso mantenere anche la regola del doppio mandato». Almeno ha parlato chiaro senza nascondersi dietro falsi pudori.

Di Battista: «So come funziona il Palazzo»

Così come ha parlato chiaro proprio Di Battista, sempre più “suocera” del Movimento, dal quale – per altro – ha già preso le distanze. E così gli viene facile ricordare ai suoi ex-amici, Di Maio in testa, quali fossero i principi originari del M5S, a cominciare dal divieto di doppio mandato parlamentare.  «Sogno un Paese – dice ricordando Gianroberto Casaleggio nel quinto anniversario della morte – in cui via sia per legge, per tutti quanti, l’impossibilità di essere eletti per più di due volte nelle istituzioni. Ci sono stato, lo so come funziona il palazzo…».

 

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