“L’Italia non gioca a Risiko”, la fotografia delle Forze Armate nel libro di Giampiero Cannella

venerdì 30 Aprile 9:15 - di Edoardo Valci
Risiko

L’evoluzione delle Forze Armate italiane dal 1945 ad oggi e le sfide che gli scenari geopolitici attuali e futuri lanciano al sistema militare nazionale, questo e molto altro è il contenuto del saggio di Giampiero Cannella L’Italia non gioca a Risiko (Giubilei Regnani editore, 159 pagine, 14 euro).

“L’Italia non gioca a Risiko” e le Forze Armate

Già componente della Commissione Difesa alla Camera, giornalista professionista e scrittore, Cannella analizza in un saggio agile e ricco di notizie il mondo delle Forze Armate, fondamentale per il Paese, ma troppo spesso trascurato se non osteggiato dalla politica e da una parte ideologizzata dell’opinione pubblica. Dal dopoguerra ad oggi, Esercito, Aeronautica e Marina hanno raggiunto standard qualitativi tali da essere considerati dagli alleati della Nato partner ideali nelle oltre trenta missioni fuori area nelle quali l’Italia è impegnata. Ciò nonostante, spiega e argomenta l’autore, alla nostra classe dirigente manca una chiara visione geopolitica e una determinazione certa dell’interesse nazionale.

Le forze speciali italiane nel Sahel

Eppure nel “Mediterraneo allargato” alle vie d’accesso all’ex Mare Nostrum, si muovono con un preoccupante protagonismo attori vecchi e nuovi. Navi turche, cinesi e russe, insieme a sommergibili algerini, giocano a nascondino con le nostre unità navali sotto gli occhi vigili di droni e aerei radar. Quali sono gli interessi in gioco? Che cosa significa “Mavi Vatan”? Cosa fanno gli uomini di Mosca di fronte alle spiagge della Sicilia e i fanti turchi in una lontana base in Qatar? Cannella esplora questi aspetti con l’attenzione dell’analista e spiega anche il perché l’Italia stia mandando un robusto contingente di forze speciali nel Sahel, a sostegno dell’operazione Takuba e cosa facciano le nostre fregate nel Golfo di Guinea con l’operazione Gabinia. E poi l’importanza della ricerca e della tecnologia militare anche per uso civile.

Quel pianeta quasi sconosciuto

Come spiega l’ex sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto nella sua prefazione al libro di Giampiero Cannella, «dietro la prima linea fatta di uomini e donne in uniforme c’è anche il mondo dell’industria della Difesa. Un pianeta quasi sconosciuto ai più, ma che costituisce un settore indispensabile e strategico sotto il profilo economico, ma anche dell’innovazione tecnologica. Parliamo di un comparto le cui aziende complessivamente assorbono quasi 200.000 addetti, tra i quali circa 40.000 ingegneri. La ricerca nel settore militare ha fatto sì che l’Italia non soltanto si collocasse tra i Paesi leader nella realizzazione e nell’esportazione di mezzi e tecnologie, ma ha anche avuto un evidente impatto nel settore civile con l’utilizzo duale di molte produzioni nate da esigenze militari».

Strumento militare e strumento diplomatico

“L’Italia non gioca a Risiko”, quindi, è un saggio utile a chi vuol conoscere la storia recente delle nostre Forze Armate, le missioni nelle quali sono impegnati i militari italiani, i programmi di ammodernamento della Difesa e gli scenari d’impiego. Scritto con penna agile da un autore che sottolinea la necessità, per il Paese, di utilizzare lo strumento militare a fianco di quello diplomatico, per interpretare un ruolo da protagonista nel grande “Risiko” internazionale che si sta giocando nel bacino euro-afro-asiatico.

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