Letta copia la destra: «Utili dell’impresa anche ai lavoratori, aiuti su bollette e affitti alle partite Iva»

giovedì 22 Aprile 9:23 - di Michele Pezza
Letta

Slancio apprezzabile, obiettivi condivisibili (almeno quelli “rubati” alla destra), ma ricetta vecchia. Si potrebbe sintetizzare così il contenuto della lunga lettera di Enrico Letta al Corriere della Sera. La ricetta o, se si preferisce, lo strumento indicato dal segretario del Pd per la «ricostruzione» dell’Italia post-Covid è il «grande patto» tra governo, forze sociali e territori. La solita concertazione utile solo a sfornare pannicelli caldi. Non è un caso che lo stesso Letta rievochi il precedente di Ciampi nel 92-93. La differenza rispetto ad allora, scrive, sta nella «nostra possibilità di sfruttare risorse mai così ingenti dal secondo dopoguerra a questa parte». Il metodo, scrive, «sono le riforme».

Letta scrive al Corriere della Sera

L’interrogativo che il leader dem si pone è se esista «lo spirito giusto per vivere questo passaggio». Vale a dire se tutti (leggi Salvini) siano disposti a superare «i particolarismi rimboccandoci tutti le maniche per l’interesse generale». «La verità – prosegue Letta – è che solo una tregua sulla ricostruzione tra le forze politiche che collaborano nel sostegno a Draghi può consentirci di vivere una nuova stagione di concertazione». Giusto. Resta però da capire perché nel frattempo il suo partito abbia innalzato le barricate per far approvare il controverso ddl Zan. Già, che c’entra la lotta all’omotransfobia con la crisi, la pandemia e l’interesse generale? Di gente che predica bene e razzola ne abbiamo in abbondanza.

Il segretario Pd per una «nuova concertazione»

Ma Letta propone anche soluzioni condivisibili, come, ad esempio, «dare ossigeno ad aziende e partite Iva anche su affitti, bollette e costi fissi». Oppure quando suggerisce di riscrivere le relazioni aziendali «anche attraverso la partecipazione dei lavoratori agli utili e alla governance delle imprese». Quest’ultima fa parte del patrimonio storico della destra. La prima l’ha scopiazzata tal quale da Giorgia Meloni, che l’aveva lanciata solo qualche giorno fa. Ma va bene così, meglio tardi che mai. Sempre che – beninteso – Letta se ne ricordi quando arriverà il momento di passare dalle parole ai fatti.

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