La faccia tosta di Speranza: «Stiamo messi molto meglio dell’anno scorso, non dite bugie»

giovedì 1 Aprile 11:44 - di Monica Pucci

“Chi ci racconta che siamo messi come un anno fa dice una cosa clamorosamente non vera”. Ostenta ottimismo, del tutto ingiustificato, il ministero della Salute Roberto Speranza nel suo intervento al summit Coldiretti-Governo: ‘Recovery Food, l’Italia riparte‘. E fa anche un po’ permaloso, proprio colui che nell’estate scorsa aveva dato alle stampe un libro, poi ritirato, annunciando la sconfitta della pandemia.

“Ieri abbiamo superato le 10mln di somministrazioni – ha aggiunto – c’è una accelerazione in corso e stiamo provando a sviluppare tutte le energie di cui disponiamo sul nostro territorio per rendere più veloce possibile la campagna di vaccinazione che è la vera arma per chiudere questa stagione così complicata”.

Speranza e l’anno perso tra record di morti e crisi

Nessuna forma benché minima di autocritica arriva dal ministro della Salute, molto lontano dall’atteggiamento umile e consapevole della cancelliera tedesca Merkel, che per molto meno – per il solo fatto di aver sbagliato la decisione su un lockdown – si era scusata pubblicamente con i tedeschi. Speranza parla invece quasi da trionfatore, anche sul disastro della vaccinazioni. “Abbiamo costruito intese che ci mettono nelle condizioni di produrre un’accelerazione significativa delle vaccinazioni” anti-Covid “e che ci potrà permettere di aprire una stagione diversa in un tempo non troppo lungo. Queste settimane ci offrono la sfida della vittoria contro l’epidemia, con l’arma della vaccinazione, e mentre arriviamo alla svolta dobbiamo programmare futuro del Paese. Il Recovery fund è uno strumento che serve per questo secondo pezzo, sono risorse per programmare l’Italia del futuro, dove centrale deve essere la salute. L’abbiamo capito in questi mesi difficili. Dobbiamo chiudere la stagione dei tagli e ricominciare a investire sulla salute delle persone, che non è solo cura ma anche prevenzione”.

L’ottimismo del ministro della Salute

Neanche i pasticci sulla programmazione dei viaggi e delle ferie pasquali hanno indotto Speranza a un bagno di umiltà. “E’ vero che i dati non ci possono far stare senza una soglia alta di attenzione, la variante inglese è diventata prevalente a livello europeo. Siamo ancora dentro una fase complessa dell’epidemia, dove il tasso di occupazione dei posti letto e delle terapie intensive è significativo, la pressione sugli ospedali è ancora forte – ha aggiunto – Però c’è però una altra verità: dobbiamo guardare con fiducia alle prossime settimane. La campagna di vaccinazione sta correndo e dove vacciniamo vediamo che c’è un crollo del contagio. Negli ambiti dove le vaccinazioni sono state significative, Rsa e operatori sanitari, c’è stato un risultato visibile è crollato il tasso di contagi e decessi”.

 

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