Johnson&Johnson, arrivate 184.000 dosi. Doccia fredda dagli Usa: fiale sospese dopo l’ultima morte sospetta

martedì 13 Aprile 13:46 - di Lara Rastellino
Johnson&Johnson dosi arrivate

Johnson&Johnson, arrivate le prime 184.000 dosi. Ma già si parla di richiamo anche per queste fiale. Ma andiamo con ordine. la buona notizia è che il fronte vaccinale si avvale da oggi di nuovi approvvigionamenti. E allora, secondo quanto appena riferito dall’Adnkronos, sono 184.000 le dosi del vaccino Janssen della Johnson & Johnson arrivate in Italia. Che già nel pomeriggio saranno all’hub nazionale della Difesa di Pratica di Mare. Si tratta del primo lotto del vaccino statunitense che approda in Italia. Una notizia confermata anche dalla struttura del commissario straordinario all’emergenza coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo.

Johnson&Johnson arrivate in Italia prime 184.000 dosi

Non solo. Nella tarda serata di ieri, altri corrieri al lavoro hanno consegnato circa 175.000 dosi di vaccino Vaxzevria. I due arrivi sono parte dei 4,2 milioni di dosi che giungeranno in Italia nel periodo 15-22 aprile, che, assieme a quelle nelle disponibilità delle Regioni, contribuiranno – si spera in modo significativo – al raggiungimento del target della campagna a livello nazionale. Dunque, in particolare l’atteso arrivo e lo stoccaggio dei vaccini presso l’hub nazionale di Pratica di Mare, gestito dal Comando operativo di vertice interforze nell’ambito dell’operazione Eos, riaccende la speranza di un’accelerazione della somministrazione delle fiale.

Dosi Johnson&Johnson: la campagna vaccinale ora ha nuovi approvvigionamenti

Che dovrebbe ripartire, come detto e ridetto, da anziani e fragili. Prioritariamente a loro, infatti, per espressa indicazione del governo – oltre che per ovvie ragioni sanitarie e e di morale – dovrebbero andare in prima battuta le fiale. Quelle già a disposizione. Come quelle di recente consegna. Il vaccino Janssen, infatti, è giusto il quarto marchio approvato dalle autorità sanitarie nazionali: dopo Pfizer, Moderna e Vaxzevria.

Doccia fredda dagli Usa: stop a Johnson&Johnson dopo 6 casi di trombosi in donne vaccinate

Purtroppo però, mentre l’Italia prova a ripartire e deposita le dosi di vaccino J&J appena arrivato, dagli Usa arriva l’ultima doccia fredda. Le autorità federali sanitarie americane hanno chiesto l’immediato stop dell’uso del vaccino di Johnson&Johnson contro il Covid dopo che si sono registrati 6 casi di coaguli nel sangue a due settimane dal vaccino. Si tratta in tutti i casi di donne tra i 18 ed i 48 anni. Una di loro è morta. E un’altra è ricoverata in gravi condizioni in Nebraska. La notizia – riferita dal New York Times – turba e inquieta. Anche in assenza di verifiche sul possibile, o meno, nesso causale con le iniezioni…

Johnson&Johnson, 9 milioni di fiale sono state esportate all’estero

Nel frattempo, «Oggi la Food & Drug Administration e i Cdc hanno diffuso una dichiarazione riguardo al vaccino Johnson&Johnson». E in una nota pubblicata oggi dalla Fda, l’agenzia che autorizza i farmaci negli Usa, su Twitter leggiamo: «Come misura precauzionale, raccomandiamo una pausa dell’uso del vaccino». Poi il tweet chiosa con l’annuncio di una conferenza stampa prevista per le 10. Le 16 in Italia. Va detto, intanto, che secondo i dati che la Cdc ha diramato, sono quasi sette milioni le persone fin qui immunizzate con il vaccino che prevede una sola dose. Ed altre nove milioni di fiale sono state esportate all’estero.

Nel caos vaccinale già si parla di possibile seconda dose anche per J6J

Ma tant’è… Acquisito il primo carico di Johnson & Johnson, in un Paese come il nostro, alle prese con una campagna vaccinale lacunosa e in ritardo. E con ristoratori e  commercianti in ginocchio e scesi in piazza contro le chiusure e una gestione della pandemia che li ha ridotti alla canna del gas. Con e il mondo della scuola chiamato a tornare in aula, frastornato dallo stop alle vaccinazioni. Insomma, in un Italia in preda al caos, ora si spera in Johnson&Johnson. O meglio, in una accelerata della campagna vaccinale, forte ora di nuove provviste di vaccini. eppure, proprio in questo frangente, fa sapere tra gli altri La Stampa, «Armando Genazzani, membro del Committee for Medicinal Products for Human Use di Ema, nicchia sull’ipotesi» che il siero J&J «possa essere utilizzato come vaccino monodose».

Il miraggio dell’immunità di gregge…

«Al momento – riferisce il quotidiano di Torino – è stato studiato come vaccino di cui si dà una singola dose. E sappiamo dare una protezione 14 giorni dopo la somministrazione. Non sappiamo quanto duri, potrebbe benissimo essere che serva un richiamo in seguito. Ci sono degli studi che lo stanno valutando. Intanto possiamo cominciare a vaccinare». Chiudendo il discorso con un’ottimistica previsione sul traguardo inseguito: «Può essere che tra giugno e settembre raggiungeremo l’immunità di gregge. Se AstraZeneca, Pfizer, Moderna e J&J riusciranno a mantenere le quote e le dosi che sostengono di poter produrre». E tutto torna appeso a una speranza...

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