In Belgio si può fare lo spot con l’Italia abbinata alla ‘ndrangheta. Sotto il naso di Sassoli

lunedì 26 Aprile 18:13 - di Laura Ferrari
belgio 'ndrangheta

Sta scatenando polemiche una campagna pubblicitaria commissionata dall’Università di Lovanio (Leuven), in Belgio, per promuovere corsi di lingua italiana. «Così non ordinerai più una ‘ndrangheta per dolce», è lo slogan riportato sui manifesti che campeggiano in queste ore per le strade di Bruxelles e dintorni. Sotto il naso del presidente del parlamento europeo, l’italiano David Sassoli, che forse ancora non se n’è accorto.

L’università di Lovanio promuove il suo corso di italiano

«È inconcepibile come nel 2020 dobbiamo ancora osservare cadute di stile come quella di un’università. La quale, tra l’altro, è a poche decine di chilometri da Bruxelles. E cioè nell’epicentro istituzionale dell’Europa pulsante, omnicomprensiva, includente e multirazziale. Pubblicità che fanno leva su stereotipi negativi, lesivi della dignità di un popolo, in questo caso il nostro, per vendere qualche corso di lingua». Così Vicky Gitto, presidente dell’Art Directors Club Italiano (Adci), l’associazione dei pubblicitari italiani.

L’ateneo del Belgio associa l’Italia alla ‘ndrangheta

«Relativamente alle menti che l’hanno pensata e realizzata – continua Gitto – direi che sono un po’ come certi pseudo-comici a corto di talento e idee. Comici che si affidano a battute volgari per “raccattare” qualche mezza risata. Semmai è imbarazzante che il committente sia un’università, e non di una Repubblica delle banane, ma di un paese civile ed evoluto che con l’Italia ha fondato l’Europa unita. Il tutto condito dall’evidente consenso delle autorità locali che ne hanno autorizzato l’affissione».

«Io credo – conclude il presidente dei pubblicitari italiani – che se questa ‘cosa’ potrebbe fare un po’ arrabbiare noi italiani, e certamente tutti quei nostri compatrioti che lì lavorano, quindi non solo studenti, panettieri, ingegneri, ma anche compatrioti come ad esempio un certo David Sassoli, anch’egli impiegato da quelle parti, dovrebbe d’altro canto imbarazzare non poco accademici, autorità e i tanti bravi cittadini belgi. Visto che questa trovata dileggia noi, ma in fondo umilia tutti loro».

Gli italiani a Bruxelles hanno chiesto l’intervento dell’Ambasciata in Belgio

Proprio in queste ore, stando a quanto si legge sul gruppo Facebook “Italiani a Bruxelles”, sarebbe anche partita una lettera all’Ambasciata italiana in Belgio in cui si chiede alle nostre autorità di attivarsi per far rimuovere lo spot.“

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