Il solito Renzi: attacca Pd, Cinquestelle e D’Alema ma non si schioda dalla sinistra

lunedì 19 Aprile 9:23 - di Michele Pezza
Renzi

Rivendica a se stesso il merito del governo Draghi, sventola la bandiera delle riaperture, spinge fuori Conte dal perimetro della sinistra e sfruculia D’Alema su mascherine e ventilatori cinesi. Matteo Renzi non si smentisce. Anche nell’intervista a Repubblica recita la parte del riformista incompreso rinunciando tuttavia ad assumere le decisioni del caso. A partire dal recidere il cordone ombelicale che lo lega ad una sinistra che, di fatto, contesta quasi in toto. A cominciare dalle presenza dei grillini. «Tra Pd e 5Stelle l’alleanza non funzionerà», pronostica convinto anche che alla fine Conte rinuncerà a guidare il MoVimento. «Non mi stupirei se alla fine rinunciasse». Il motivo? «Troppe tensioni a cominciare dalla rissa sul terzo mandato». Ma, aggiunge con tono sibillino, più ancora potrà pesare la «questione giudiziaria».

Renzi: «Conte rinuncerà a guidare i grillini»

Renzi allude al contenzioso tra Casaleggio, M5S e gruppi parlamentari: «Immagina cosa accadrà quando gli inquirenti entreranno in questi rapporti?». È il motivo per cui dice che non si stupirebbe «se Conte provasse a fare qualcosa da solo. Credo gli convenga».  In realtà è quel che spera. Ma tra un’Italia Viva al 2 per cento ed un M5S al 15, il Pd non avrà mai dubbi su chi tra i due sacrificare. «Organizzeremo meglio Iv», annuncia. Nel frattempo fa la mosca cocchiera illudendosi di tracciare lui la strada alla coalizione sulle riaperture. «Sbaglia chi lascia a Salvini questa bandiera: dobbiamo intestarcela noi», esorta. E richiesto di precisare chi fossero i “noi“, rispose senza esitazione: «I riformisti».

«Al posto di “Baffino” sarei all’ergastolo»

Un modo per strizzare l’occhio a quella fettina di elettorato in sofferenza nel Pd. Ma è poca roba per rimpinguare un partito anemico come Iv. Tanto più che Renzi non rinuncia ad attaccare pesantemente D’Alema sulla sua intermediazione per l’acquisto di mascherine e ventilatori made in China. «Se fossi stato io l’uomo dei ventilatori cinesi – premette – sarebbe già esplosa una campagna social di Leu e M5S con richiesta di condanna all’ergastolo e di dimissioni da parlamentare». In realtà, aggiunge «D’Alema è il campione di una certa sinistra che ha sempre sognato di eliminare l’avversario per via giudiziaria». Già, resta solo da chiedersi perché continui ad esserne alleato.

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