Il governatore della Calabria mette in riga Morra. «Basta processi, siamo una regione di galantuomini»

venerdì 2 Aprile 12:55 - di Redazione

“Questo sparare nel mucchio costante sulla regione Calabria deve finire”. Non ci sta il presidente della Regione Calabria Nino Spirlì a subire i processi sommari alla sanità calabrese. Nel mirino gli attacchi, capitanati da Morra, su presunte “zone d’ombra” sulla gestione delle vaccinazioni.

Spirlì difende la regione dalle sfuriate di Morra

Il solerte presidente della commissione Antimafia sabato ha alzato un polverone di pesantissime accuse. Con un blitz a sorpresa negli uffici della centrale operativa dell’azienda sanitaria di Cosenza. Accompagnato dagli uomini della scorta, si è scagliato contro Mario Marino. E cinque medici dello staff, bollandoli come «incapaci». Perché «non in grado di gestire la somministrazione dei vaccini». Una sfuriata rabbiosa indegna del ruolo che Morra ricopre. Che si è conclusa sbattendo la porta.

Il blitz del presidente dell’Antimafia

Invano il medico ha tentato di spiegare a Morra i motivi della sospensione del servizio di numero verde dedicato alla prenotazione  a favore della registrazione sulla piattaforma online, ma senza successo. «Glielo abbiamo fatto vedere. Anche perché continuava a sbraitare contro di me e contro gli altri dottori presenti», ha raccontato il medico che ha querelato il campione del giustizialismo grillino.

Le offese a Jole Santelli mai smentite

Del resto Nicola Morra non è nuovo ad attacchi di pessimo gusto. È lo stesso che all’indomani della morte di Jole Santelli, scatenando lo sdegno generale, ha ipotizzato che il successo elettorale della governatrice fosse dovuto alla notizia nota a tutti della sua grave malattia. Di fronte al presidente dell’antimafia grillino il governatore della Calabria rivendica l’impegno della Regione della campagna vaccinale.

Spirlì: “Siamo una regione di galantuomini”

E respinge al mittente la narrazione di un Sud nero. “Come se la Calabria fosse abitata da 2 milioni di galeotti“,  dice Spirlì  decisamente spazientito. “Qui c’è una regione di galantuomini. Di donne e uomini che lavorano dalla mattina alla sera. La malerba esiste in questa terra. Come esiste in tutte le terre del mondo, dal Polo Nord al Polo Sud. Ritengo che questo pregiudizio, io che peraltro con i pregiudizi combatto da quando sono nato, debba veramente finire”.

“Abbiamo superato il 78 per cento di somministrazioni”

La verità è un’altra. La macchina è efficiente e il trend di somministrazioni in crescita. La Regione ha seguito le indicazioni del ministero della Salute. “Quando ci hanno detto che bisognava tenere il 30% delle dosi per garantire il richiamo, quello abbiamo fatto. Per cui non ci spostavamo da quel 70%”. Ora annuncia “siamo al 78% di somministrazioni. Io mi chiedo quelli che hanno fatto il 95 come abbiano fatto. Ma va bene così. Non c’è nessuna guerra fra regioni”, dice con una velata nota polemica. La macchina è efficiente. “Stiamo aumentando le postazioni e aumenta l’arrivo dei vaccini. Il generale Figliuolo, che è stato qui la settimana scorsa, ci ha garantito una più cospicua dotazione. E noi saremo in grado di somministrarle. Abbiamo avuto un blocco con Astrazeneca, ma questo si è verificato da tutte le parti”, sottolinea Spirlì. “Si è passati dal 50 al 78%. Ritengo che entro sette giorni avremmo portato a termine la riorganizzazione. Peraltro in una sanità che differisce dalle altre 19 sanità regionali italiane”.

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