I ristoratori protestano, ma il Pd se la prende con Casapound. La sinistra non capisce più la società

lunedì 12 Aprile 19:51 - di Valerio Falerni
sinistra

«Rispetto per chi manifesta in piazza, ma isolare chi soffia sulla protesta». La sinistra non si smentisce. L’ipocrisia resta il suo abbigliamento preferito. Lo indossa persino in giorni tumultuosi come gli attuali, la cui eccezionalità pur dovrebbe consigliare di aggiornare il guardaroba. Invece, niente. Meglio continuare a guardare il dito piuttosto che la luna. Proprio come lo stolto del proverbio cinese, interpretato per l’occasione dall’ex-ministro Francesco Boccia e dall’ex-volto nuovo Pina Picierno, che i più ormai ricordano solo per il chilometrico scontrino della spesa con cui si immolò in tv sulla causa degli 80 euro di Matteo Renzi. Chissà se è stato qualcuno a consigliarli o hanno pensato tutto da soli.

Il Pd chiede a “Io apro” di prendere le distanze

Fatto sta che di fronte alla protesta di migliaia di persone che, giorno dopo giorno, vedono morire la propria attività, hanno risposto tirando fuori Casapound. Il solito tic della sinistra: se la piazza non è rossa è perché c’è la reazione in agguato. Da ridere, anzi da piangere, visto che la pandemia sta togliendo agli italiani soldi e salute. Ma per Boccia e la Picierno – almeno così pare di capire – senza gli insufflatori di malcontento non ci sarebbe stata protesta. In pratica, senza Casapound in cabina di regia non ci sarebbero stati i ristoratori di Io apro per le strade. Ridicolo. Come l’appello agli altri partiti a «prendere le distanze da chi soffia sul fuoco della protesta». Un bla bla bla stupido e scontato.

La sinistra scollegata dalla realtà

Credere che senza Casapound non ci sarebbero le tensioni sociali sarebbe come ammettere di vivere su un altro pianeta. La realtà è ben diversa e, per loro, ben più indigesta. I lavoratori non garantiti tendono ormai ad auto-rappresentarsi. A differenza della destra (non Casapound) che cerca di non perdere il contatto con questi settori, la sinistra distilla astrattamente i propri modelli di società negli alambicchi del “politicamente corretto“. Diversamente, non pretenderebbe di spacciare per emergenze l’omotransfobia, lo ius soli e il voto ai 16enni. Magari lo fossero. Purtroppo, sono altre. Cittadini, lavoratori, imprese e famiglie lo capiscono da soli. Con buona pace di Boccia e di Picierno.

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