Giani “commissaria” la Sanità toscana: la Protezione civile si occuperà del piano vaccinale

2 Apr 2021 17:34 - di Angelica Orlandi
Toscana Giani

In Toscana se non è commissariamento poco ci manca. Il governatore Eugenio Giani ha dovuto alla fine prendere atto che la sua regione è stata la peggiore quanto a piano vaccinale. Così, il governatore, incalzato da un centrodestra compatto e furibondo, ha dovuto ob torto collo procedere con un piano B. Ha affidato la regia del piano vaccinale  al direttore del dipartimento di protezione civile regionale, Giovanni Massini. Affiancherà il direttore dell’assessorato alla sanità Carlo Tomassini; e diventa, di fatto, il braccio destro del presidente per la campagna vaccini. Lo riporta La Nazione: “Una decisione che ancora deve essere ufficializzata; ma che era già nell’aria da più di una settimana nelle frasi di Giani. E che dopo le polemiche degli ultimi giorni sembra assumere il profilo di un commissariamento della struttura sanitaria regionale”.

Toscana “commissariata”: nuovo piano vaccinale

La Toscana è stata la regione che ha dato le peggiori performance nella protezione delle fasce più deboli e anziane. Fanalino di coda per l’immunizzazione degli over 80. Ma è quella che ha già vaccinato tanti operatori della giustizia, tra i quali i praticanti under 30. Ci sono fior di servizi televisivi sul paradosso di 24enni praticanti che candidamente hanno affermato che la Regione ha messo loro a disposizione questa opportunità. In un momento in cui i dati Iss attestano il dato di mortalità devastante tra gli anziani.  Giovedì sera lo stesso presidente della Regione Toscana, ai microfoni di Piazzapulita, aveva dichiarato che se fosse potuto tornare indietro non avrebbe dato il via libera alle vaccinazioni per gli operatori della giustizia. Ma guarda. Eppure ad essere massacrata quotidianamente dai giornaloni è la Lombardia e altre regioni a guida centrodestra che, tra le tante problematiche, vantano almeno il maggior numero di anziani vaccinati.

Le interrogazioni di FdI

FdI sul caos dei vaccini in Toscana e sulla sua gestione “corporativa” delle dosi ha presentato un esposto al ministro della Salute: Secondo l’esposto  234.155 dosi sarebbero andate al personale sociosanitario: ma secondo i dati dell’Istat il numero degli individui della Regione Toscana che fanno parte di questo insieme statistico è pari a 72.553 persone: anche calcolando due dosi per tutti i conti non tornano. Si tratta di numeri inquietanti. Che si aggiungono ai ritardi sugli over 80, super fragili e ultra 70enni e ai ‘saltafile” alla Scanzi, sul quale la procura di Arezzo ha aperto un’inchiesta. Ricordiamo che anche il premier Draghi oltre una settimana fa aveva bacchettato le regioni: “Per quanto riguarda la copertura vaccinale di coloro che hanno più di 80 anni, persistono purtroppo importanti differenze regionali, che sono molto difficili da accettare. Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del Ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale“. non l’ha chiamata per nome, ma era chiaro a tutti che la prima chiamata in causa fosse la Toscana

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