Gasparri contro Sofri ed Erri De Luca: “Come sempre scatta la difesa della lobby di Lotta Continua”

giovedì 29 Aprile 13:58 - di Aldo Garcon
Gasparri

«Come sempre scatta la lobby di Lotta Continua in difesa dei suoi appartenenti. Sofri ed Erri De Luca chiedono comprensione per il loro compagno di un tempo Giorgio Pietrostefani, uno dei responsabili dell’uccisione del commissario Calabresi. È davvero temeraria la posizione di questi presunti “reduci” che dovrebbero rendere ancora conto del passato del movimento di cui hanno fatto parte. Sofri in una condizione di guida e con responsabilità sanzionata in sede giudiziaria per l’uccisione di Calabresi». Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri membro del consiglio di presidenza di Forza Italia.

Gasparri: «La svolta francese arriva fin troppo tardi»

«La svolta francese arriva fin troppo tardi. Dopo decenni di tolleranza e di impunità nei confronti di terroristi responsabili di efferati delitti. I membri di Lotta Continua e gli appartenenti alle Brigate Rosse finiscono con anni di ritardo in galera. E c’è il rischio che presto si sottraggano alle loro responsabilità. Noi invece ci auguriamo che la Francia svolga in tempi accettabili i propri accertamenti e consegni questi terroristi all’Italia, dove devono scontare in cella la loro pena. Le parole di Sofri e di Erri De Luca rappresentano una vera e propria provocazione. Si tratta di persone che usano parole sbagliate anche in questa occasione dopo averne usate troppe nel passato».

Sofri: «Li avete arrestati? E ora che ve ne fate?»

Adriano Sofri in un intervento sul Foglio ha commentato gli arresti di Parigi. «Mercoledì mattina un’operazione congiunta di polizie e intelligence francesi e italiane – una retata, in ora antelucana, come da regolamento – ha portato all’arresto di 7 ex terroristi a Parigi. Bravi! E adesso che ve ne fate?», chiede Sofri. Che continua: «La sporca decina che oggi fa i titoli di testa è il fondo del barile».

È Giorgio Pietrostefani, «già condannato a 22 anni come mandante dell’omicidio Calabresi», il “piatto forte” della retata in Francia, sottolinea ancora Sofri. Che continua: «I titoli ne sono così inebriati da dimenticare ancora una volta che i giudici del nostro processo, pur temerari, rinunciarono a invocare nei nostri confronti l’aggravante del terrorismo».

Sofri in difesa di Pietrostefani

«Da quando ho ricevuto la notizia del suo arresto sono combattuto fra due sentimenti opposti, quasi cinici: la paura che muoia nelle unghie distratte di questa fiera autorità bicipite transalpina e cisalpina, e un agitato desiderio che torni in Italia. Un desiderio da vecchio amico, e anche lui è vecchio, forse ce l’ha anche lui un desiderio simile», continua.

«La sua condizione sanitaria è cronicamente arrischiata, e il suo avvocato provvederà, o avrà già provveduto, a documentarla al giudice. Pietro vive di lunghi ricoveri regolari e di improvvisi ricoveri d’urgenza, oltre che di quotidiani farmaci vitali. Ha in programma di qui a poco un ennesimo intervento di riparazione nel suo ospedale parigino». Mentre Erri De Luca, come riporta Repubblica, ha detto: «L’unico mio commento è la strofa di una canzone di De Andrè: “Cos’altro vi serve da queste vite?”».

 

 

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