«Ecco cos’è successo alla Sanità in Lombardia»: a Radio University le vere cause della “parentesi oscura”

lunedì 26 Aprile 17:40 - di Camilla Bianca Mattioli
Lombardia

Il Covid e la Lombardia. A Radio University, sulle note di “Ritorno” degli Amici del Vento, Ignazio La Russa e Stefano Tacconi hanno dato il via alla trasmissione parlando del coprifuoco alle 22. Un danno grave per la ristorazione e il turismo. Ma anche un paradosso per i pochi tifosi che torneranno allo stadio e non faranno in tempo a rientrare a casa, al termine della partita. Altro tema, la Sanità in Lombardia, in collegamento telefonico con Roberto Fomigoni. L’ex presidente ha sottolineato come la Sanità lombarda divenne modello nazionale tra il 1995 ed il 2013. Un’eccellenza tale da comportare una continua richiesta da parte di cittadini, residenti in altre regioni, di farsi curare proprio in Lombardia.

La Lombardia e gli errori di Monti. Renzi e Gentiloni

Walter Jeder ha sottolineato come oggi quella risposta – rispetto ad un problema post vaccinale della moglie – non l’abbia potuta palpare. Che cosa è successo negli ultimi anni? Il sistema ha iniziato a subire modifiche, soprattutto colpendo la medicina territoriale, di base. Vari governi hanno tagliato risorse alla Sanità. Manca un piano sociosanitario a livello nazionale da 14 anni, mancano le linee guida. Pertanto la Lombardia si è dovuta sostituire allo Stato. Il grande colpevole è la sinistra italiana, con tagli alle risorse (Monti, Renzi, Gentiloni). La giunta Formigoni aveva curato molto i medici di base, li aveva spinti a creare dei gruppi di lavoro. Gruppi di 10-12 medici, che agivano sulla stessa porzione di territorio mantenendosi perennemente in contatto, così da percepire malattie particolari con grande anticipo.

L’importanza dei medici di base

Esempio calzante, quello di un medico di base, lombardo, che già nel settembre 2019, quindi 5-6 mesi prima dello scoppio della pandemia, aveva riscontrato, in un suo paziente, una forma strana di polmonite. L’aveva curato sulla base delle sue conoscenze, ma lasciandolo con un interrogativo. Se questo medico fosse stato inserito in uno dei gruppi di lavoro, di 10-12 medici, sarebbero, sicuramente, stati individuati più casi anomali di polmonite. Questo avrebbe fatto suonare un campanello di allarme, informando repentinamente la regione. E probabilmente avremmo scoperto con diversi mesi di anticipo una forma di Covid-19.

Formigoni e i “consigli” per la Lombardia

La Russa ha chiesto a Formigoni: «Oggi che consiglio darebbe ad Emanuele Monti, presidente della commissione sanità della Regione Lombardia, all’assessore Letizia Moratti e al governatore Attilio Fontana per contrastare oltre che negli ospedali, sul territorio questa emergenza che viviamo?». La risposta: «Occorre convocare tutti i medici di base. È da anni che non vengono ascoltati. Bisogna aprire un canale diretto con la struttura della sanità regionale, per poter comunicare in tempo reale, attraverso una mail, un numero di telefono dedicato, per poter segnalare immediatamente un qualcosa di anomalo che riscontrano a livello sanitario». Ultimo problema è la scarsità dei medici. Molti stanno per andare in pensione e per anni si è tenuto il numero chiuso nelle università, impedendo a un numero sufficiente di giovani di laurearsi in medicina. È tuttora, un errore gravissimo, da tener presente nel dibattito nazionale.

Maratona Buenos Aires: Commercio e ristorazione schiacciati

A Milano sabato 24 aprile, lungo tutto corso Buonos Aires, via del commercio per tradizione, la manifestazione con gli esponenti di Fdi – Stefano Maullu, Daniela Santanché, Carlo Fidanza, Andrea Mascaretti e Ignazio La Russa – che insieme ai giovani si sono schierati al fianco dei commercianti. Manifestazione fatta, per porre l’attenzione sul tema delle riaperture, che devono esserci non a singhiozzo, e soprattutto sui sostegni, che devono essere veri e non una presa in giro come sono stati fino ad ora. Il centro studi di FdI ha calcolato che la percentuale di indennizzo rispetto al fatturato non arriva, spesso, al 10 % di ciò che un commerciante ha perso in quest’anno.

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