Di Pietro massacra Conte: “E’ un democristiano, ha distrutto lo spirito rivoluzionario del M5S”

martedì 6 Aprile 18:41 - di Monica Puccui

“Gianroberto Casaleggio è stato la mente, Beppe Grillo il braccio operativo: entrambi sono riusciti a portare la protesta degli italiani nelle urne invece che nelle strade a sfasciare vetrine e macchine, contribuendo alla pace sociale in un momento delicato della nostra Repubblica. Vanno ringraziati lui e Grillo, che è stato la voce di Casaleggio”. Parola di Antonio Di Pietro, ex pm di Mani Pulite ed ex leader dell’Italia dei Valori, parlando con l’Adnkronos dell’evento #Sum05, organizzato da Davide Casaleggio per ricordare la figura del padre.

In queste ore nel Movimento 5 Stelle tiene banco una polemica: molti accusano Davide – in rotta con lo stato maggiore pentastellato – di non aver invitato i big M5S alla kermesse digitale in programma dal 12 aprile. Un gesto dal significato politico, quasi a voler marcare le distanze dal nuovo corso del M5S, dicono i più maliziosi. “Io la vedo in un altro modo”, osserva Di Pietro, che a differenza di Luigi Di Maio&Co figura tra gli invitati: “Sono stati chiamati a ricordare Casaleggio coloro che hanno vissuto l’esperienza di Casaleggio e non sulle spalle di Casaleggio…”.

Di Pietro stronca Conte: “Un democristiano…”

Se il manager, scomparso il 12 aprile del 2016, fosse ancora vivo, cosa direbbe del Movimento? “Se Gianroberto fosse ancora vivo ci sarebbe ancora il M5S”. Perché, oggi non esiste più il Movimento? “Oggi c’è il partito 5 Stelle”, ribatte Di Pietro, amico di lunga data di Casaleggio senior. Cosa ne pensa del M5S 2.0 targato Giuseppe Conte? “Non ho mai visto un esponente della Democrazia cristiana fare la rivoluzione. Da quando ero giovane ho sempre visto nel modello democristiano, che rispetto, il modello del compromesso. Nel M5S di Casaleggio c’era il modello della rottura tramite il ricorso alle urne. Io ho sposato il modello Casaleggio a suo tempo e ne ho pagato le conseguenze”.

Di Pietro chiarisce: “Non sto criticando il Movimento di Conte – insiste Di Pietro – dico solo che il suo è un modello governativo, che va bene coi rossi e coi verdi, con la destra e la sinistra. Ha governato con Salvini e contro Salvini e se lo avesse chiamato il Pd avrebbe fatto il premier del Pd. Il modello Casaleggio si poneva come alternativa al modello istituzionale. Il partito che Conte sta costruendo è un partito dell’area di centrosinistra. Il modello 5 Stelle raccoglieva il disagio sociale, faceva sentire la voce della gente attraverso la mobilitazione. Conte non ce lo vedo a fare le manifestazioni”.

La svolta governista del M5S è stata però ‘benedetta’ da Beppe Grillo, che ha affidato a Conte il compito di rifondare il Movimento. “Grillo si trova tra l’incudine e il martello: col cuore sta con Casaleggio ma col raziocinio, sapendo che non c’è altra strada, ha fatto un’altra scelta. Anche io ero a capo di un soggetto politico che manifestava in piazza mentre stava al governo”.

Il duello in tribunale tra M5S e Rousseau

La diatriba tra M5S e Rousseau rischia di finire in tribunale: che opinione si è fatto da uomo di legge? “Certamente il partito 5 Stelle non può fare affidamento alla piattaforma perché è una realtà non gestita dal partito. E’ comprensibile che il partito di Conte non si serva di Rousseau, ma quella piattaforma è una realtà che esiste e che potrà ancora esprimere una massa critica al momento delle urne”, prosegue l’ex magistrato.

Ad aprire la kermesse del 12 aprile in memoria di Gianroberto Casaleggio, insieme al figlio Davide ci sarà Alessandro Di Battista, il quale ha preso ufficialmente le distanze dalla creatura di Grillo. “Non penso che Di Battista chiuderà con la politica per fare lo scrittore. Di Battista – sottolinea Di Pietro – rappresenta il Movimento, Conte rappresenta il partito. Io personalmente non condivido diverse posizioni di Di Battista ma apprezzo in lui la coerenza: è necessario che nel nostro Paese ci sia un canale nel quale convogliare il disagio sociale e la protesta contro il sistema, un’opposizione ci vuole. Spero che Di Battista continui a fare politica e a portare avanti gli ideali di Gianroberto“. Regola dei due mandati: è favorevole? “Dico solo che l’attività politica deve essere un incarico a tempo, non un mestiere. Io ho lasciato la politica da anni ma vedo in giro vecchie cariatidi che ancora si ripropongono…”.

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