Ddl Zan, al Senato Pd e M5S insistono: «Subito in aula». Ma Iv frena: «Testo migliorabile»

mercoledì 21 Aprile 12:39 - di Redazione
ddl Zan

Da «immodificabile» che era, il ddl Zan sull’omotransfobia diventa ora modificabilissimo. Parola del capogruppo renziano al Senato Davide Faraone, che ne ha parlato in aula. «Ci sono modifiche della Concia, della Valente – ha detto -, che io condivido. Possiamo mostrare maturità, votando insieme il disegno di legge». Tradotto significa che così com’è l’articolato che reca come prima firma quella del deputato Pd Alessandro Zan non piace neanche a tutta la maggioranza. Anzi, alla luce della dichiarazione di Faraone, nemmeno a tutta la sinistra.

Attacchi Pd al presidente leghista della Commissione

Lo conferma anche il fatto che a proporre modifiche siano esponenti come l’ex-deputata dem Paola Concia, da sempre in prima fila in favore della comunità Lgbt, cui appartiene per altro, e la senatrice Valeria Valente. Se è così (ed è così), non si capisce perché ancora in queste ore si susseguano gli attacchi al presidente della commissione Giustizia del Senato, il leghista Andrea Ostellari per la mancata calendarizzazione del provvedimento. Il più recente reca la firma di Simona Malpezzi. La capogruppo dem ha accusato Ostellari di «non aver rispettato il Regolamento». Prima di lei, la grillina Grazia D’Angelo. La realtà è diversa e segnala che anche a sinistra cominciano ad affiorare il dubbio della possibile deriva liberticida annidata nella legge.

Ciriani (FdI): «Il Ddl Zan è inutile»

Già in precedenza, lo stesso Zan ha dovuto riscrivere l’articolo 4, ma la correzione ha finito per aggravare la situazione. Vi si parla, infatti, di libertà costituzionali «fatte salve». Un vero obbrobrio giuridico dal momento che non spetta certo ad una legge ordinaria «fare salve» principi fondamentali contenuti in Costituzione. Nella migliore nelle ipotesi è una stonata ridondanza. Nella peggiore tradisce l’intento di comprimere la libertà di pensiero e di parola. Tanto più che, come ha rimarcato il capogruppo di FdI in Senato Luca Ciriani, «la tutela delle persone, di tutti gli orientamenti, è già garantito dal codice penale».

 

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