Dai preti agli impiegati del Comune: così le Regioni creano la «casta dei vaccinati»

mercoledì 7 Aprile 8:58 - di Federica Parbuoni
casta vaccinati

Quelli che assimilano il Comune a un’azienda, quelli che accontentano l’arcidiocesi, quelli che accelerano su tutti, tranne che sugli 80enni. Nell’Italia del Covid è ormai chiaro da tempo che una nuova «casta» si è fatta strada: quella dei vaccinati. Uno scenario reso possibile dalle scelte delle Regioni, che, in deroga alle disposizioni nazionali sulle priorità per fasce d’età, hanno preso a vaccinare questa o quella categoria in base a criteri decisi autonomamente. Su tutte spicca la Toscana, ma anche altre realtà come Campania o Puglia non si fanno parlare dietro.

Riflettori sulla «casta dei vaccinati»

A mettere in fila le ultime trovate in fatto di priorità vaccinali ci ha pensato Il Messaggero con un articolo intitolato «Regioni, le caste dei vaccinati: dai comunali fino ai sacerdoti. Così si aggirano le fasce d’età». Il pezzo è una rapida, ma rappresentativa carrellata di varie “deroghe” al criterio che dovrebbe guidare la campagna vaccinale.

A Taranto priorità a suore e sacerdoti

L’ultimo caso arriva dalla Puglia e, in particolare, da Taranto, dove monache e preti hanno fatto un balzo in avanti nelle file e sono stati vaccinati prioritariamente. L’Arcidiocesi ha declinato ogni responsabilità, sostenendo di non aver chiesto trattamenti di favore, ma di essersi limitata a segnalare che i sacerdoti operano in una situazione «delicata». Segnalazione evidentemente accolta con prontezza dalle autorità competenti.

Il Comune di Bari diventa un hub aziendale

Ancora dalla Puglia, ma stavolta da Bari, arriva un’altra scelta che fa discutere: la decisone del Comune di fare della sede istituzionale un hub aziendale. Con il risultato che i 1800 dipendenti avranno una loro corsia per accedere al siero, fra le perplessità di chi si interroga sul perché e, soprattutto, sull’opportunità della decisione.

La Toscana va avanti… sugli under 80

Anche dalla Toscana arriva una segnalazione che fa discutere. Di nuovo. Nel fine settimana, infatti, sono state registrate 14.696 somministrazioni delle quali, secondo quanto riportato dal Messaggero, che fa riferimento a una fonte Twitter, «solo 51 sono andate a persone con più di 80 anni, mentre 14.548 sono state catalogate nella categoria “Altro”». Il quotidiano quindi ricorda che la Regione Toscana, «fra le polemiche», ha affidato ai medici di famiglia la vaccinazione degli ultra 80enni. I dottori di famiglia, però, a Pasquetta non erano in servizio. E così il risultato è stato che anche in questo frangente sono rimasti indietro rispetto a chi ha avuto accesso agli hub. Vale a dire le persone tra i 79 e i 70 anni, gli insegnanti e i fragili.

L’effetto “figli e figliastri” in Campania

Infine c’è il caso Campania, dove gli abitanti di Capri, Ischia e Procida sono al centro di una campagna di vaccinazione di massa in nome del rilancio del turismo nei luoghi più attrattivi della Regione. Seguiranno Costiera amalfitana e Cilento. La decisione ha una sua ratio, simile per altro a quella adottata in altri luoghi d’Europa, come la Grecia. Anche qui però incombe l’effetto “figli e figliastri”. «Bene dare priorità alle vaccinazioni per il comparto turistico, ma oltre alle isole del Golfo non vanno dimenticate altre realtà turistiche regionali», ha commentato il sindaco di Ercolano, Ciro Bonaiuto.

 

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