Covid, ci sono altri 316 morti. I monoclonali danno speranza: «Trattati 2.140 pazienti»

lunedì 19 Aprile 19:08 - di Luciana Delli Colli

Sono 8.864 i nuovi casi di Covid riscontrati nelle ultime 24 ore in Italia dopo aver analizzato 146.728 tamponi, con l’indice di positività al 6%. Sempre alto il numero dei morti, che si attesta oggi a 316, portando il totale delle vittime a 117.243 da inizio pandemia. Ieri i nuovi contagi erano stati 12.694 su 230.116 tamponi tra molecolari e rapidi, per un tasso di positività pari al 5,5%. I morti, invece, erano stati 251. Ma oggi si registra anche un altro dato, nell’ambito del monitoraggio sugli anticorpi monoclonali: i pazienti curati in Italia con questa terapia sono stati 2.140.

Meno ricoveri in terapia intensiva, di più in reparto

Sul fronte dei ricoveri si registra un andamento altalenante. In terapia intensiva ci sono ora 3.244 pazienti, vale a dire 67 in meno di ieri, con 141 nuovi ingressi giornalieri. Ieri i nuovi ingressi erano stati 163. Cresce, invece, il numero dei pazienti che si trovano nei reparti ordinari: sono 23.742, ovvero 94 rispetto a ieri. Il numero degli attualmente positivi scende di 11.122 unità e si attesta a 493.489, mentre i contagiati da inizio pandemia sono stati 3.878.994. Di questi 3.268.262 sono guariti, dei quali 19.669 nelle ultime 24 ore.

In Italia 2.140 pazienti trattati con i monoclonali

Intanto proseguono le terapie a base di anticorpi monoclonali, con cui in Italia sono stati trattati finora 2.140 pazienti, secondo l’ultimo monitoraggio del registro Aifa. «Noi allo Spallanzani abbiamo trattato un centinaio di persone su un totale di 300 in terapia nel Lazio. Dalla nostra esperienza il profilo di tollerabilità è sicuro, così come l’efficacia visto che solo il 10% dei pazienti ha visto una progressione della malattia dopo il trattamento», ha spiegato Andrea Antinori, direttore Uoc Immunodeficienze virali dell’Inmi Spallanzani di Roma.

A chi sono stati dati gli anticorpi monoclonali

«Nell’osservazione dei pazienti, che seguiamo dopo l’infusione con follow-up ed esami – ha proseguito il medico dello Spallanzani – non abbiamo osservato nessun evento avverso di rilievo: qualche linea di febbre in più, ma non possiamo dire se collegato con la terapia visto che questi pazienti hanno il Covid». Dunque, «dalla nostra esperienza il profilo di tollerabilità appare sicuro. Il nostro target – ha chiarito ancora Antinori – è stata una popolazione over 55, con un rischio di progressione dellla Sars-CoV-2, dializzati, immunodepressi, con diabete non compensato o grandi obesi. Solo il 10% ha avuto una progressione della malattia, mentre nel 90% dei casi – ha concluso il medico dello Spallanzani – gli anticorpi si sono dimostrati efficaci nel bloccarla nei primi stadi».

 

 

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