Copasir, tutti i costituzionalisti hanno indicato la strada corretta: Volpi deve dimettersi

venerdì 9 Aprile 12:55 - di Paolo Lami

La soluzione al nodo del Copasir l’hanno indicata, con chiarezza, tutti i costituzionalisti, ultimo, ieri, il professor Curreri. Che, sul Riformista, ha spiegato il motivo per cui l’organismo istituzionale deve essere presieduto dall’opposizione, cioè da Fratelli d’Italia, l’unico partito che non è accorso a sostenere il governo Draghi. Un governo politico e non certo tecnico.

Tutti i costituzionalisti che si sono espressi in questi giorni, tutti, nessuno escluso hanno ribadito il dovere – più che il diritto – di Fratelli d’Italia a presiedere il Copasir con un ruolo di garanzia e con una funzione di contrappeso: da Antonio Baldassare, emerito della Consulta, a Agostino Carrino, da Felice Giuffre, a Ida Nicotra, da Alessandro Campi a Carlo Mirabile.

E tutti i costituzionalisti ritengono grave il precedente che così si crea. E che va a inficiare proprio l’attività di garanzia del Copasir.

Ed ora anche Curreri, di area Pd, spiega cosa avrebbero dovuto scrivere i presidenti delle Camere al presidente, leghista, Volpi. E perché hanno clamorosamente sbagliato quando hanno risposto lavandosene le mani in maniera pilatesca.

Attualmente i membri del Copasir sono dieci da sempre, per legge 5 maggioranza e 5 opposizione. Dei dieci oggi, dopo la nascita del governo Draghi, 9 appartengono alla maggioranza. E 1 membro alla opposizione.

Quindi, per rispondere alla legge, dovrebbero dimettersi 4 componenti di maggioranza per consentire la nomina di 4 della opposizione in loro sostituzione. Oppure dimettersi tutti. E consentire che l’organismo istituzionale venga riconiato nel rispetto della legge che prevede, appunto, 5 membri all’opposizione e 5 alla maggioranza.

Non è, ovviamente, in discussione la poltrona ma il rispetto delle norme, in particolare della legge 124 del 2007.

Dunque Curreri, al quale certo non si possono imputare presunte simpatie per Fratelli d’Italia, spiega, passo passo, e con estrema franchezza quale avrebbe dovuto essere il contenuto e la forma della lettera che avrebbero dovuto scrivere i presidenti delle Camera, Casellati e Fico, per sciogliere il nodo gordiano del Copasir.

Cosa dice, dunque,  Curreri? Compila quella lettera che la presidente forzista del Senato e il presidente, grillino, della Camera, non hanno mai scritto a Volpi. E spiega due aspetti fondamentali della norma: la rappresentanza paritaria di maggioranza e opposizione nell’organismo e l’attribuzione della presidenza del Copasir ad un membro dell’opposizione.

La ratio, chiarisce Curreri, che, ricordiamo ancora, è un costituzionalista di area Pd, è proprio quella di consentire all’opposizione di “sottoporre a stretto controllo e vigilanza l’attività dei cosiddetti Servizi segreti” in maniera “da evitare che la maggioranza  possa profittare della sua prevalenza numerica per respingere o vanificare le iniziative dell’opposizione” stessa, ma, anche, che il presidente possa, “nell’esercizio dei poteri di direzione, che sono propri” della sua carica “imprimere il massimo impulsò alle sue attività ispettive e di controllo sull’operato del governo in tale settore strategico”.

Volpi ora ha proposto le dimissioni di tutti i membri del Copasir. E Salvini ha approvato l’offerta.

Nel chiedere le dimissioni di tutti evidentemente condividono entrambi, Volpi e Salvini, le preoccupazioni dei costituzionalisti e il vulnus democratico che si è determinato. E che rischia di determinare l’illegalità di ogni atto del Copasir.

È sufficiente, a questo punto, che Volpi sia conseguente: si dimetta, dando l’esempio. Siamo certi che anche gli altri lo seguiranno.

Ma se ciò non accadesse, non si capisce come Volpi possa andare avanti in un procedimento che lui stesso evidenzia come illegale.

 

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