“Chi critica il M5S deve vergognarsi”: Sul video di Grillo, Travaglio attacca la Bongiorno “salviniana”

venerdì 23 Aprile 14:10 - di Marta Lima

“Mi è piaciuto molto l’articolo di Travaglio. L’essersi messo nei panni di Grillo, citando come esempio la preoccupazione per i suoi stessi figli, ha voluto significare che questi spiacevoli episodi possono accadere a chiunque. Attaccare Grillo investendolo sul piano politico, denota sciacallaggio”, E’ una delle lettere che un fan del “Fatto Quotidiano” ha inviato al direttore del giornale per complimentarsi della posizione in difesa del fondatore del M5S, assunta nei giorni scorsi, dopo la pubblicazione del video in difesa del figlio presunto stupratore. Ma non tutti condividono: “A mio parere, una persona, specialmente se pubblica, ha l’assoluto dovere di essere obiettiva sempre, anche quando ci sono in ballo componenti della sua famiglia. Diversamente, per la famiglia, ci si potrebbe sentire autorizzati a tutto: a scavalcare le file, a rivelare segreti di Stato, a facilitare assunzioni e così via. Insomma: l’Italia di oggi”, è il parere diametralmente opposto di un altro lettore.

Travaglio difende Grillo e attacca la Bongiorno

Anche oggi Travaglio, nel suo solito pezzo nostalgico su Conte, difende Grillo. “Tra tutte le critiche al suo video, la più grottesca è che Grillo abbia politicizzato il processo per stupro a suo figlio. Infatti dai 5Stelle non s’ è levata una sola voce in sua difesa: due o tre hanno solidarizzato sul piano umano, qualcuno ha taciuto, tutti gli altri (Conte in primis) l’hanno criticato. Come dovrebbe accadere in tutti i partiti se fossero comunità di uomini liberi e non cosche mafiose in cui, appena viene toccato il boss, tutti fanno fronte comune a prescindere. Quando qualcuno in FI , nella Lega e in Iv oserà contraddire anche timidamente il suo capo, potrà parlare di Grillo e dei 5Stelle. Nell’attesa, tacete e vergognatevi”, attacca Travaglio, che solleva il tema della separazione delle carriere, non dei magistrati, ma degli avvocati. Ma non sospetta di una manina leghista nel caso Grillo: “Il Cazzaro Verde esterna solo quando non sa di cosa parla, altrimenti tace. Il vero scandalo è il conflitto d’interessi dei parlamentari eletti per rappresentare la Nazione e poi ridotti a rappresentare tizio o caio. Lo facevano Previti, Pecorella, Ghedini, Taormina nel centrodestra, Pisapia e Calvi nel centrosinistra, spesso sedendo nelle commissioni Giustizia che riformavano o depenalizzavano i reati dei loro clienti (chissà le parcelle, dopo)…”.

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