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Politica

AstraZeneca, campagna vaccinale compromessa. Le denunce di Galli e Bassetti: troppi gli errori

08 apr 2021 di Mia Fenice

La nuova “tappa” della vicenda del vaccino anti-Covid di AstraZeneca, con l’ulteriore pronunciamento dell’Agenzia europea del farmaco Ema e la decisione italiana di riservare il siero agli over 60 provoca nuove polemiche. In prima linea Massimo Galli e Matteo Bassetti.

AstraZeneca, Galli: «Nobile gara tra Pilato e don Abbondio»

Caustico l’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano e docente all’università Statale del capoluogo lombardo. «La decisione di ieri sera – ha detto parlando con l’Adnkronos –  è una nobile gara tra Ponzio Pilato e don Abbondio, in una partita a tresette a non prendere. Tutti si sono tirati fuori da ogni responsabilità. E così l’immagine, la credibilità del vaccino sono state minate in maniera decisiva senza che ci fossero motivi reali per poterlo fare».

Galli: «Situazioni sulle quali si sa molto poco»

Galli ha poi aggiunto: «Certamente ci sono dei quadri clinici, con qualche decesso che ne è conseguito. Quadri particolari, sospetti, strani se vogliamo. Situazioni delle quali si sa molto poco, almeno in base ai dati fino ad ora messi a disposizione. Numericamente sono assai poco consistenti, rispetto alla totalità delle vaccinazioni fatte. Non abbiamo la certezza che non si tratti di fenomeni ascrivibili, pur nella loro singolarità e rarità, a “rumori di fondo”, ovvero a qualcosa che non ha una relazione diretta con il vaccino».

In questo quadro, secondo l’esperto «sarebbe stato meglio, sin dall’inizio, un approccio differente. Un approccio che, vista la situazione, avesse fatto precedere, già nella prima fase, l’indagine alla sospensione. E non la sospensione all’indagine».

Galli: «Quanto accaduto fa malissimo alla campagna vaccinale»

«Ieri sono stati oltre 600 i morti per Covid-19 in Italia. Abbiamo ancora un numero elevato di persone che muoiono, in una condizione in cui avremmo potuto evitarlo se la campagna vaccinale fosse stata più tempestiva ed efficace. E ora, quanto avvenuto attorno alla vicenda AstraZeneca, fa malissimo proprio alla campagna di vaccinazione».

Bassetti: «Su AstraZeneca è stata fatta tanta confusione»

Critico anche Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria. «Su AstraZeneca – ha sottolineato parlando con l’Adnkronos – è stata fatta tanta confusione. E ovviamente oggi il vaccino è compromesso per quanto riguarda la sua reputazione scientifica. Prima sì poi no, così le persone sono smarrite. Io sono convinto che sia un ottimo vaccino e i dati inglesi confermano che ha ridotto i decessi e le ospedalizzazioni. Ma, ahimè, conta anche la percezione dei cittadini quando devi fare una campagna di immunizzazioni di massa. Se proponi un vaccino che, per colpa di alcune decisioni, oggi ha una credibilità molto compromessa, diventa molto tutto molto difficile».

«Dall’Ema decisione difficile da comprendere»

E poi ancora. «Ieri francamente da parte di Ema è arrivata una decisione difficile da comprendere – rimarca l’esperto – Si è lasciato ai singoli Paesi la decisione finale creando inevitabili differenze. Questa è la dimostrazione che in ambito sanitario l’Europa non è unita. Se veramente l’Ema riteneva, come ha detto, che ci fossero delle possibilità di correlazione con eventi trombotici dopo il vaccino, doveva precisare che va usato solo per chi ha più di 60 anni. Invece ha fatto come Ponzio Pilato, rimettendosi ai singoli Paesi».

«Oggi però vediamo il bicchiere mezzo pieno – invita Bassetti – Ripartiamo con l’idea di vaccinare le persone anziane che ne hanno più bisogno e AstraZeneca sappiamo che per loro va bene. Per i più giovani ci dedicheremo più avanti con altri vaccini. A chi a meno di 60 anni ne daremo altri».

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