AstraZeneca, arriva la diffida: «Viola il contratto, recuperi subito i ritardi nella consegna delle dosi»

domenica 11 Aprile 10:52 - di Giorgia Castelli
AstraZeneca

AstraZeneca ancora sotto i riflettori. Il 19 marzo la Commissione europea ha inviato una diffida all’azienda. A firmare la lettera è stata Sandra Gallina, che guida la direzione generale Salute. Gallina ha anche negoziato i contratti sui vaccini. A ricostruire tutta la vicenda è il Corriere della Sera che ha pubblicato il testo della lettera. I destinatari della missiva sono Iskra Reic, vicepresidente esecutiva per l’Europa e il deputy General Councel – l’avvocatessa aziendale – Mariam Koohdari.

Diffida dell’Ue ad AstraZeneca

Ecco cosa scrive nella diffida Bruxelles. «A seguito di un’analisi dettagliata di tutte le informazioni – si legge – siamo giunti alla conclusione che AstraZeneca ha violato e continua a violare le sue obbligazioni contrattuali sulla produzione e la fornitura delle 300 milioni di dosi iniziali per l’Europa». Quindi, scrive ancora Bruxelles: «Vi chiediamo formalmente e vi diamo preavviso di porre rimedio alle sostanziali violazioni contrattuali entro venti giorni da questa lettera». E ancora: «Vi diamo preavviso di recuperare senza ulteriori ritardi sull’arretrato nella produzione e consegna delle dosi e di mitigare qualunque danni causato». Anche perché – si legge sempre nella lettera pubblicata dal Corriere – «sottolineiamo che la sostanziale violazione dell’accordo di acquisto da parte della vostra azienda può portare a conseguenze drammatiche per la vita, la salute e la libertà di milioni di cittadini europei nella crisi Covid-19». Il mancato rispetto del contratto farebbe ipotizzare una richiesta di danni a AstraZeneca per cifre molto elevate. L’ultimatum è scaduto due giorni fa e ancora non sono note le reazioni dell’azienda.

Bruxelles: violazioni numerose

Per Bruxelles le violazioni sarebbero numerose. AstraZeneca, si legge sempre  sul Corriere, avrebbe incassato un consistente anticipo in estate sulla base di impegni poi lasciati cadere (al punto che nel tardo autunno la Commissione si rifiutò di versare una seconda rata); avrebbe promesso le stesse dosi a più committenti pur garantendo il contrario nel contratto con la Commissione europea; e avrebbe incomprensibilmente tardato nella sua richiesta di autorizzazione del suo vaccino presso il regolatore europeo Ema.

Il calendario di fornitura

Gallina contesta al gruppo di non rispettare il calendario di fornitura. In sostanza dovevano essere consegnate fra 30 e 40 milioni di dosi entro la fine del 2020, fra 80 e 100 milioni nei primi tre mesi di quest’ anno e il resto dei 300 milioni previsti entro la fine di giugno. Invece, scrive il Corriere,  la «violazione degli obblighi» si estrinseca nel fatto che a fine marzo l’azienda aveva fornito solo 30,12 milioni di dosi, circa un quarto del previsto. Altro punto dolente, il sospetto che parte delle dosi europee siano andate al governo di Londra. Il gruppo stesso, si legge ancora nel Corriere,  ha dichiarato che alcune dosi prodotte nei siti britannici – anche quelli indicati nel contratto con la Ue per le forniture all’Europa – sono state date a Londra.

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